Vigilante 55enne muore di freddo nel cantiere olimpico e la famiglia denuncia condizioni di lavoro precarie
Un vigilante di 55 anni è morto mentre svolgeva la sua vigilanza notturna all’esterno del cantiere collegato ai Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, e la famiglia denuncia condizioni di lavoro difficili sotto temperature estreme.
Pietro Zantonini, 55 anni, originario di Brindisi, è deceduto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio mentre era di guardia nel cantiere dello stadio del ghiaccio a Cortina d’Ampezzo, con temperature ben sotto lo zero e un turno all’aperto che lo esponeva al gelo estremo.
L’uomo lavorava per una ditta esterna e trascorreva le ore di servizio in un piccolo gabbiotto riscaldato da una stufetta, uscendo ogni poche ore per controllare l’area. Durante quella notte, ha avvertito i colleghi di un malore prima di collassare; i soccorsi giunti sul posto non hanno potuto salvarlo.
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La moglie, giunta da Brindisi, ha sporto denuncia ai carabinieri mentre il pubblico ministero Claudio Fabris ha ordinato il sequestro della salma e l’autopsia per chiarire le cause esatte del decesso.
I familiari, assistiti dall’avvocato Francesco Dragone, sostengono che Zantonini avesse spesso espresso preoccupazioni per i turni notturni prolungati e l’assenza di adeguate protezioni contro il freddo, e chiedono che la vicenda non sia trattata come un evento inevitabile.
La tragedia ha sollevato un dibattito sulle condizioni di sicurezza nei cantieri legati alle grandi opere. Simico, la società che coordina parte delle infrastrutture olimpiche, ha espresso cordoglio pur precisando che il sito non è di sua competenza diretta, e attende le verifiche delle autorità competenti.
Il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha espresso profondo rammarico per la perdita e chiesto un rapporto dettagliato sull’incidente, sottolineando che la sicurezza sul lavoro deve essere prioritaria rispetto alla velocizzazione delle opere.