Addio a Bob Weir, fondatore dei Grateful Dead
Bob Weir, cofondatore dei Grateful Dead e figura centrale del rock americano, è morto a 78 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. Musicista, autore e guida silenziosa di una comunità sonora senza confini.
Bob Weir si è spento a 78 anni, circondato dall’affetto dei familiari, dopo aver affrontato il cancro e complicazioni legate ai polmoni. La notizia è stata comunicata con un messaggio che ne ha ricordato il ruolo di forza creativa capace di trasformare la musica in un linguaggio condiviso.
Nato a San Francisco il 16 ottobre 1947, adottato da una famiglia della Bay Area, Weir visse un’infanzia segnata da una dislessia mai diagnosticata. La chitarra divenne presto il suo rifugio e il mezzo attraverso cui trovare una voce personale, lontana dai percorsi scolastici tradizionali.
L’incontro con Jerry Garcia avvenne per caso, in un negozio di strumenti a Palo Alto, la notte di Capodanno del 1963. Da quella jam spontanea nacque un legame artistico che avrebbe portato, due anni dopo, alla nascita dei Grateful Dead insieme a Ron “Pigpen” McKernan, Phil Lesh e Bill Kreutzmann.
Il gruppo si impose come un laboratorio musicale aperto, dove folk, blues, psichedelia e improvvisazione jazz convivevano in concerti sempre diversi. Weir ne divenne l’architetto ritmico, costruendo trame di accordi e controtempi che lasciavano spazio alle esplorazioni soliste di Garcia.
Tra i brani firmati o interpretati da Weir spiccano Sugar Magnolia, Playing in the Band, The Other One, Cassidy e Throwing Stones. Canzoni concepite come strutture elastiche, capaci di cambiare forma sul palco e di trasformarsi in veri rituali collettivi.
Dopo la scomparsa di Garcia nel 1995, Weir attraversò un periodo di profonda crisi, scegliendo però di continuare a suonare come unico modo per andare avanti. Da quella fase nacquero nuovi progetti che mantennero vivo il repertorio storico, da Rat Dog a Dead & Company.
Nel 2011 fondò i TRI Studios a San Rafael, uno spazio dedicato alla sperimentazione musicale, frequentato da artisti di generazioni e stili diversi. Per Weir era un luogo libero, pensato come un’estensione naturale del suo modo di intendere la musica.
Icona riconoscibile anche sul piano visivo, con capelli argento e barba folta, Weir rimase sempre distante dalle logiche della celebrità, mantenendo un rapporto diretto e informale con il pubblico.
Nel messaggio di commiato, la famiglia ha parlato di un’eredità destinata a durare secoli, fondata su un repertorio che continua a viaggiare di mano in mano, di palco in palco, senza mai fermarsi.
In una delle sue ultime interviste, Weir aveva definito la morte come l’ultima ricompensa di una vita piena. Le sue canzoni e la comunità che ha contribuito a creare continuano a rappresentare il segno più tangibile del suo passaggio.
BREAKING Grateful Dead co-founder Bob Weir dead at 78, family says