Milano, cronista insultata al corteo pro Palestina: scatta la solidarietà bipartisan
Una cronista è stata allontanata con insulti da un corteo pro Palestina a Milano mentre svolgeva il proprio lavoro. L’episodio ha innescato una raffica di reazioni politiche in difesa della libertà di stampa.
Durante la manifestazione pro Palestina svoltasi a Milano, una giornalista è stata presa di mira da alcuni partecipanti con frasi offensive e intimidazioni. La cronista stava seguendo il corteo nell’area di viale Padova quando è stata invitata ad andarsene tra urla e insulti.
I manifestanti l’hanno accusata di non essere gradita, utilizzando espressioni come “fuori i sionisti” e altre parole di scherno. L’episodio è stato ripreso in un video e rilanciato insieme al racconto dei fatti avvenuti durante la protesta.
Leggi anche Greta Thunberg fermata a Londra durante protesta a sostegno della Palestina
La giornalista si trovava sul posto per documentare una mobilitazione che chiedeva anche la liberazione di Mohammad Hannoun, coinvolto in un’indagine su presunti finanziamenti ad Hamas tramite associazioni benefiche. La presenza della stampa è stata contestata apertamente da una parte dei partecipanti.
Dal mondo istituzionale sono arrivate prese di posizione immediate. Il presidente del Senato ha espresso pubblicamente vicinanza alla cronista, definendo inaccettabili insulti e intimidazioni e ricordando che la libertà di stampa rappresenta un fondamento irrinunciabile della democrazia.
Anche il gruppo di Fratelli d’Italia al Senato ha diffuso una nota di solidarietà, sottolineando come il lavoro giornalistico non possa essere ostacolato da chi teme inchieste e approfondimenti su temi sensibili come il fondamentalismo islamico.
Parole di condanna sono arrivate anche dai rappresentanti di Forza Italia, Italia Viva e Noi Moderati, che hanno definito l’accaduto un attacco diretto al diritto di informare e al ruolo dei cronisti nei contesti di piazza.
Secondo diversi esponenti politici, l’episodio conferma un clima sempre più teso attorno alle manifestazioni pro Palestina, dove non solo le forze dell’ordine ma anche i giornalisti diventano bersaglio di ostilità. Da più parti è stato chiesto di individuare rapidamente i responsabili.
La Lega ha infine collegato l’aggressione verbale a precedenti episodi simili, parlando di un’intolleranza crescente verso chi documenta i cortei e ribadendo che impedire il lavoro di una cronista rappresenta un segnale allarmante per la democrazia italiana.