Referendum giustizia 22 e 23 marzo: cosa prevede la consultazione sulla separazione delle carriere

Referendum sulla riforma della giustizia confermato per il 22 e il 23 marzo, consultazione popolare sulla separazione delle carriere dei magistrati tra giudicanti e pubblici ministeri, con voto senza quorum e scontro politico crescente

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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha indicato come date probabili per la consultazione popolare sul testo costituzionale sulla giustizia le giornate di domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026, un passo chiave dell’agenda istituzionale del Governo per l’anno in corso.

La consultazione riguarderà la riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura requirente, già approvata dal Parlamento ma soggetta a referendum confermativo perché non ha raggiunto la maggioranza qualificata richiesta.

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Secondo il percorso previsto dall’articolo 138 della Costituzione, la legge di revisione è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale entro i termini e ha dato avvio alle procedure per raccogliere le firme e ottenere l’ammissione al voto.

La riforma modifica l’ordinamento giudiziario italiano articolando in modo distinto le carriere di chi indaga e chi giudica e prevede l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura separati e una nuova Alta Corte disciplinare.

Il referendum si svolgerà senza quorum: l’esito sarà determinato dalla maggioranza dei voti validi espressi. Gli elettori troveranno una scheda con la richiesta di approvare o respingere il testo costituzionale che ha modificato l’assetto della magistratura ordinaria.

Il Governo e le forze di centrodestra sostengono il Sì alla riforma, ritenendola un rafforzamento dell’indipendenza giudiziaria, mentre opposizioni, associazioni di magistrati e parte dell’opinione pubblica contestano la revisione temendone gli effetti sull’equilibrio dei poteri e sulla struttura del sistema giudiziario.