Genova, 19enne denuncia aggressione omofoba: colpito al volto con un coltellino
Un diciannovenne di Genova racconta sui social l’aggressione subita per il suo orientamento: insulti, inseguimento e un colpo al volto con un coltellino. Ora chiede attenzione, rispetto e interventi concreti.
La notte tra il 3 e il 4 gennaio, Domenico Cerqua, ballerino diciannovenne, è stato vittima di un’aggressione a Genova che lui stesso definisce omofoba. A renderlo pubblico è stato un video diffuso su TikTok, nel quale ha raccontato quanto accaduto con voce ancora scossa.
Secondo il suo racconto, un gruppo di coetanei, apparentemente in stato di ebbrezza, lo avrebbe preso di mira con insulti pesanti e frasi cariche di odio. Parole che, più ancora del gesto fisico, hanno lasciato un segno profondo.
Dopo essersi allontanato dalla fermata dell’autobus, uno dei ragazzi lo avrebbe seguito. In pochi istanti la situazione è degenerata: l’aggressore ha estratto un coltellino e lo ha ferito al viso, lasciandogli uno sfregio evidente.
L’arrivo del bus ha evitato conseguenze peggiori. L’autista, come racconta Cerqua, lo ha soccorso e riaccompagnato a casa. Un gesto che il giovane ricorda come decisivo in un momento di forte paura.
Nei giorni successivi, Domenico ha pubblicato un secondo video per ringraziare chi gli ha scritto messaggi di sostegno. Ha spiegato di stare meglio fisicamente, ma di dover ancora elaborare il trauma emotivo, alimentato dalle parole ascoltate quella notte.
Il giovane ha chiarito di non aver cercato visibilità, ma di voler accendere un riflettore su una realtà che, a suo avviso, viene troppo spesso ignorata. Ha ribadito la volontà di continuare a studiare danza, la sua passione, senza rinunciare alla propria identità.
Sulla vicenda è intervenuta anche Arcigay Genova, definendo l’episodio un atto di violenza che punta a intimidire chi è percepito come diverso. L’associazione ha espresso solidarietà al ragazzo, sottolineando il valore della denuncia in un contesto in cui molte persone vengono ancora spinte al silenzio.
Secondo Arcigay, simili aggressioni si inseriscono in un clima culturale che tende a minimizzare l’odio e a normalizzarlo. Per questo, l’organizzazione chiede un cambiamento concreto, affinché episodi come quello vissuto da Domenico non vengano più considerati accettabili.