Meloni sulle Tasse: Botta e Risposta Teso in Conferenza Stampa alla Camera
Il confronto sulle politiche economiche accende la conferenza stampa della premier, tra dati, promesse elettorali e una replica tesa su stipendi, inflazione e pressione fiscale.
Tasse, salari e andamento dell’economia hanno dominato l’incontro con la stampa della presidente del Consiglio alla Camera dei deputati. La conferenza, tenuta venerdì 9 gennaio, è stata segnata da un clima progressivamente più acceso, soprattutto nella fase conclusiva.
Una giornalista ha richiamato numeri poco confortanti sull’economia e alcune promesse della campagna elettorale, chiudendo l’intervento con una domanda diretta: quando arriveranno interventi concreti. La premier ha reagito interrompendo la domanda con un commento di evidente irritazione, prima di entrare nel merito.
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Meloni ha ricordato che il governo ha stanziato miliardi per contenere i prezzi e che una nuova misura in questa direzione sarà discussa nel prossimo Consiglio dei Ministri. Ha poi ribadito che, a suo giudizio, gli interventi sono già in corso dall’inizio della legislatura.
Rivolgendosi nuovamente alla cronista, ha citato i dati dell’Istat su inflazione e potere d’acquisto, sostenendo che indicano un’inversione di tendenza. Sul tema dei salari, ha spiegato che il calo del 9% registrato nel 2021 è un’eredità difficile da recuperare, ma che la crescita delle retribuzioni ha superato l’inflazione nell’ottobre 2023.
Quando il confronto si è spostato sulle tasse, la premier ha adottato un tono più difensivo, sottolineando che l’aumento percepito riguarda soprattutto il sistema bancario, mentre per il resto dei cittadini la pressione non sarebbe cresciuta. Ha definito la questione della pressione fiscale un tema legato alle entrate complessive, non a un incremento diretto delle imposte.
Meloni ha rivendicato di aver destinato risorse consistenti alla riduzione delle tasse, invitando a riconoscere questo aspetto nel dibattito pubblico. Subito dopo ha ammesso che si sarebbe potuto fare di più, spiegando però che ogni decisione dipende dalle risorse disponibili e dalle priorità stabilite.
La premier ha concluso questo passaggio ricordando che, pur avendo altri obiettivi in agenda, il governo ha dovuto muoversi entro limiti economici precisi, scegliendo di volta in volta dove intervenire con maggiore urgenza.