Economia italiana, Meloni rilancia su crescita, occupazione e salari
Crescita, lavoro e salari guidano la strategia economica del governo per i prossimi anni. Dalla produttività alla crisi industriale, Meloni traccia priorità, difende i risultati e fissa paletti su automotive, Ilva, pensioni e accordi internazionali.
Alla conferenza di fine anno, Giorgia Meloni ha individuato tre assi per l’azione economica: crescita, occupazione e salari. Un percorso che guarda al 2026 e che dovrà tradursi in interventi concreti, mentre la manovra finanziaria è ormai alle spalle e il decreto Milleproroghe servirà solo per correzioni mirate.
Il contesto politico pesa sulle scelte: il 2026 sarà l’ultimo anno pieno prima delle elezioni previste nel 2027. Per questo, secondo la premier, la priorità resta una politica industriale capace di stimolare investimenti e sviluppo, respingendo le critiche su un presunto immobilismo del governo sull’economia reale.
Leggi anche Meloni sulle Tasse: Botta e Risposta Teso in Conferenza Stampa alla Camera
Meloni ha definito la crescita il tema centrale dell’anno, affiancandola alla sicurezza e al lavoro, considerato l’indicatore più affidabile dello stato dell’economia. Sul fronte abitativo ha promesso centomila alloggi a canone calmierato in dieci anni per rispondere all’emergenza casa.
Interpellata sul potere d’acquisto, la premier ha ricordato che i dati ufficiali misurano i salari lordi, mentre gli interventi fiscali incidono sul netto. Ha riconosciuto che l’erosione delle retribuzioni è un problema storico del Paese, sostenendo però che sotto l’attuale governo i salari hanno ricominciato a crescere più dell’inflazione.
Nel capitolo industriale, ampio spazio è stato dedicato all’automotive, con critiche alle scelte europee che, secondo Meloni, stanno iniziando a essere riviste anche grazie al contributo italiano. Sul dossier Ilva ha parlato di una delle crisi più complesse ereditate, ribadendo che ogni decisione sarà subordinata a un piano industriale credibile e alla tutela di lavoro, salute e ambiente.
Affrontando il tema della produttività, la premier ha richiamato le fragilità strutturali del sistema produttivo italiano. Le priorità indicate riguardano il rafforzamento del capitale umano, la formazione nelle discipline scientifiche, il sostegno agli investimenti con orizzonte pluriennale e il potenziamento delle infrastrutture.
Tra gli altri punti toccati, Meloni ha ribadito la disponibilità a un patto sociale con le parti riformiste, ha escluso coinvolgimenti diretti del governo nelle dinamiche del risiko bancario e ha difeso l’accordo di libero scambio con i Paesi Mercosur per i benefici ottenuti dall’agricoltura italiana. Sulle pensioni ha infine sottolineato che l’esecutivo è intervenuto per limitare un automatismo che avrebbe innalzato maggiormente l’età pensionabile.