Farmaci dimagranti e ripresa del peso: cosa succede dopo lo stop alle iniezioni
Interrompere i farmaci dimagranti può portare a recuperare gran parte dei chili persi in meno di due anni. Una revisione scientifica analizza cosa accade dopo lo stop alle terapie più diffuse e quali fattori fanno la differenza.
I farmaci antidiabete utilizzati per perdere peso hanno dimostrato un’efficacia evidente durante il trattamento. La situazione cambia, però, quando la terapia viene sospesa, soprattutto in assenza di cambiamenti duraturi nello stile di vita.
Una revisione pubblicata su una rivista scientifica internazionale ha esaminato 37 studi, coinvolgendo oltre 9.300 persone e 13 diversi principi attivi. Tra questi, particolare attenzione è stata dedicata a semaglutide e tirzepatide, oggi tra i più prescritti per il controllo del peso.
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I dati mostrano che chi interrompe l’assunzione tende a tornare progressivamente al peso iniziale in circa 20 mesi, se non consolida abitudini alimentari equilibrate e attività fisica regolare. La perdita ottenuta con i farmaci risulta quindi fragile quando non è accompagnata da un cambiamento stabile dello stile di vita.
Il confronto con chi dimagrisce senza supporto farmacologico è significativo: a parità di chili persi, il recupero del peso avviene in un arco di tempo fino a quattro volte più lungo. Questo suggerisce che l’organismo reagisce in modo diverso a una riduzione ottenuta tramite terapia rispetto a quella derivata solo da dieta e movimento.
La tendenza al ritorno ai valori precedenti non riguarda soltanto il peso. Anche parametri come pressione arteriosa e colesterolo mostrano un peggioramento nel giro di circa 17 mesi dopo la sospensione.
In media, durante il trattamento i partecipanti avevano perso tra i 16 e i 17 chili. Nel primo anno dopo lo stop, ne hanno recuperati circa 10-11. A colpire i ricercatori è stata soprattutto la rapidità con cui il peso è tornato ad aumentare.
Secondo uno degli autori, la velocità della ripresa rappresenta uno degli aspetti più critici emersi dall’analisi. Un altro esperto coinvolto nello studio ha però sottolineato un limite importante: i dati disponibili coprono un periodo relativamente breve dopo la fine della terapia, rendendo difficile stimare gli effetti nel lungo termine.
Un’ulteriore ricerca del 2024 ha evidenziato che chi praticava regolarmente attività fisica durante l’assunzione del farmaco riusciva a mantenere una composizione corporea più favorevole rispetto a chi restava sedentario. L’esercizio si è quindi rivelato un fattore determinante per la stabilità dei risultati.
I farmaci per il dimagrimento emergono come strumenti utili per avviare un percorso di cambiamento, ma non sufficienti da soli a garantire un controllo duraturo del peso senza il supporto di abitudini salutari consolidate.