Proteste in Iran, Trump avverte Teheran: Colpiremo duramente se ci saranno altre vittime
Le proteste in Iran entrano nel dodicesimo giorno con un bilancio di vittime in aumento, blackout totale di internet e nuove tensioni internazionali dopo le dichiarazioni di Donald Trump contro Teheran.
Le manifestazioni antigovernative che attraversano l’Iran da quasi due settimane continuano a intensificarsi, mentre cresce il numero delle vittime e si inasprisce la risposta delle autorità. Secondo organizzazioni indipendenti per i diritti umani, la repressione delle proteste avrebbe causato almeno 45 morti, tra cui otto minorenni, oltre a centinaia di feriti e più di duemila arresti.
L’ong Iran Human Rights segnala che la giornata più recente è stata la più violenta dall’inizio delle proteste, con 13 decessi accertati in sole ventiquattr’ore. Il direttore dell’organizzazione, Mahmood Amiry-Moghaddam, ha riferito che le prove raccolte indicano un uso della forza sempre più esteso e aggressivo da parte delle forze di sicurezza.
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I dati forniti dai media statali e da fonti ufficiali iraniane risultano inferiori: le autorità parlano di almeno 21 vittime complessive, includendo anche membri delle forze dell’ordine. Le cifre, tuttavia, restano oggetto di forti discrepanze rispetto alle stime delle organizzazioni internazionali.
Nel tentativo di contenere l’escalation, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invitato alla massima moderazione, chiedendo di evitare comportamenti violenti e coercitivi. In una dichiarazione ufficiale ha sollecitato le istituzioni ad aprire spazi di dialogo e ad ascoltare le richieste provenienti dalla popolazione.
Parallelamente, l’intero Paese è stato interessato da un blackout totale della rete internet. Secondo i dati di monitoraggio in tempo reale, l’interruzione rientra in una strategia di censura digitale sempre più rigida, adottata per limitare la circolazione di informazioni e il coordinamento delle proteste in una fase considerata critica.
Sullo sfondo delle tensioni interne, arrivano anche le parole dell’ex presidente statunitense Donald Trump, che ha lanciato un duro avvertimento a Teheran. Intervenendo in un programma radiofonico conservatore, Trump ha affermato che gli Stati Uniti reagirebbero con estrema durezza qualora le autorità iraniane continuassero a uccidere manifestanti durante le proteste.
Le dichiarazioni dell’ex leader americano contribuiscono ad aumentare la pressione internazionale sull’Iran, mentre sul terreno la situazione resta instabile, segnata da un clima di repressione, isolamento informativo e crescente preoccupazione per i diritti civili.