Venezuela, enigma sulla petroliera Marinera: nessun greggio a bordo e sospetti geopolitici

Una nave senza petrolio al centro di sospetti internazionali: una vecchia petroliera diventa un caso diplomatico tra sanzioni, intelligence e rotte opache che collegano Iran, Venezuela e Russia.

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Una petroliera segnata dal tempo, oggi nota come Marinera, ha attirato l’attenzione delle principali potenze occidentali trasformandosi in un dossier sensibile sul piano internazionale. L’imbarcazione, oltre vent’anni di servizio alle spalle, è stata monitorata mentre attraversava l’Atlantico, nonostante l’assenza di carico petrolifero.

I movimenti irregolari della nave, caratterizzati da continui cambi di bandiera e da una proprietà difficilmente ricostruibile, hanno spinto le autorità britanniche a seguirne la rotta per mesi. A insospettire non è stato solo il profilo tecnico del mezzo, ma soprattutto la sua possibile inclusione nelle cosiddette flotte parallele utilizzate per aggirare le sanzioni occidentali.

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Dalle verifiche effettuate è emerso che la petroliera non trasportava greggio, un dettaglio che ha rafforzato l’ipotesi di un impiego alternativo rispetto al traffico energetico. Tra gli scenari presi in considerazione, anche quello del trasferimento di armamenti o materiali militari riconducibili alla sfera russa, senza però riscontri ufficiali.

La Marinera risulterebbe inserita in una rete più ampia di navi operative ai margini dei controlli internazionali. Questi mezzi navigano spesso senza coperture assicurative riconosciute, con equipaggi sottopagati e standard di sicurezza minimi, diventando un tassello chiave per mantenere flussi commerciali e logistici fuori dai radar.

Il quadro si è ulteriormente complicato quando gli Stati Uniti sono intervenuti sequestrando la nave. L’operazione viene letta come un segnale di fermezza volto a interrompere non solo le esportazioni energetiche soggette a restrizioni, ma anche le rotte marittime utilizzate per eludere i controlli internazionali.

Costruita nel 2002 come petroliera e chimichiera, l’unità ha cambiato più volte nome e registrazione nel corso degli anni. Tra le denominazioni precedenti figurano Yannis, Xiao Zhu Shan, Seaways Mulan, Overseas Mulan e Mtov, una sequenza che riflette una lunga storia di passaggi societari e bandiere diverse.

In passato conosciuta come Bella 1, la nave era già finita nel mirino delle autorità statunitensi ed era stata sanzionata per il suo coinvolgimento nel commercio di petrolio iraniano. Negli ultimi mesi aveva seguito una rotta dall’Iran verso il Venezuela, modificata dopo un tentativo di abbordaggio nel Mar dei Caraibi a metà dicembre.

Dati di intelligence commerciale indicano che, solo lo scorso anno, l’imbarcazione avrebbe trasportato oltre sei milioni di barili di greggio iraniano. Un volume significativo che contribuisce a spiegare perché una petroliera apparentemente vuota sia diventata un caso di rilevanza strategica.