Dieta: Kennedy Jr ribalta la piramide alimentare tra carne rossa e latte intero
Le nuove linee guida nutrizionali statunitensi, sotto l'amministrazione Trump, riposizionano carne rossa, latte intero e formaggi alla base della piramide alimentare, modificando le precedenti raccomandazioni.
Un cambio di rotta netto arriva dalle nuove indicazioni nutrizionali diffuse dall’amministrazione guidata da Donald Trump, che rimettono in discussione anni di raccomandazioni alimentari. Il documento ufficiale ridefinisce le priorità della dieta americana, collocando carne rossa, formaggi e latte intero ai vertici della piramide alimentare.
Al centro delle nuove linee guida c’è l’invito a puntare sulle proteine e ad allontanarsi dai prodotti industriali ricchi di zuccheri. Secondo il ministro della Salute Robert F. Kennedy Jr., questi alimenti rappresentano un fattore di rischio per il benessere generale. Il messaggio, ribadito durante la presentazione ufficiale, è orientato verso il consumo di cibo non processato, ritenuto fondamentale per contrastare l’aumento delle patologie croniche.
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La svolta appare significativa se confrontata con le indicazioni degli ultimi decenni, che suggerivano di limitare grassi e carni rosse. Ora, invece, viene promossa una visione opposta, sintetizzata in un testo più snello rispetto al passato e costruito attorno a concetti spesso sostenuti da Kennedy, come l’uso di burro e sego bovino in cucina.
Queste raccomandazioni si discostano da molte posizioni consolidate nel mondo scientifico, dove l’uso del burro viene generalmente scoraggiato a favore dell’olio d’oliva. Nonostante ciò, il documento non spinge apertamente verso un aumento dei grassi saturi, pur segnando una distanza dalle precedenti campagne di riduzione.
Alcuni punti restano in linea con la tradizione nutrizionale: viene confermata l’importanza di consumare abbondanti quantità di frutta e verdura, mentre non compare alcun riferimento diretto agli oli di semi, spesso criticati dal ministro per i loro presunti effetti negativi sulla salute.
Le nuove linee guida hanno ricevuto il sostegno dell’American Medical Association, un appoggio che arriva a breve distanza da una presa di posizione critica della stessa associazione su altre recenti riforme sanitarie promosse dal governo.