Pacchetto sicurezza, espulsioni accelerate e modello Caivano esteso: il governo prepara nuove misure

Il governo sta definendo un nuovo pacchetto sicurezza, con misure su espulsioni accelerate e modello Caivano esteso. Il provvedimento, ancora in fase di elaborazione, potrebbe essere discusso nelle prossime settimane.

pacchetto sicurezza

Un nuovo intervento sulla sicurezza è in fase di definizione all’interno dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Il lavoro riguarda un pacchetto articolato che potrebbe arrivare all’esame del Consiglio dei ministri già nelle prossime settimane, con misure destinate a incidere su diversi ambiti, dalla sicurezza urbana all’organizzazione delle forze dell’ordine.

Tra le ipotesi allo studio c’è l’estensione su scala nazionale del cosiddetto modello Caivano, sperimentato dopo gravi episodi di criminalità nel comune campano. L’obiettivo è replicare quell’impianto di interventi in altri contesti, rafforzando le attività di prevenzione e introducendo forme più incisive di responsabilità familiare, soprattutto in relazione alla diffusione di armi da taglio tra i minorenni.

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Nel perimetro delle nuove misure rientrerebbe anche il contrasto ai gruppi giovanili violenti e alle baby gang che operano in diversi centri urbani. L’attenzione si concentra sui fenomeni di aggregazione che sfociano in atti di intimidazione o microcriminalità, considerati una delle principali fonti di allarme sociale nelle città.

Sul fronte delle forze di polizia, il pacchetto prevederebbe soprattutto interventi di carattere organizzativo, con correttivi interni volti a rendere più efficiente l’azione sul territorio. In questo contesto torna una proposta politica legata alla procedibilità nei casi di uso legittimo della forza, pensata per evitare l’immediata iscrizione nel registro degli indagati quando l’intervento avviene in condizioni ritenute regolari.

La norma, nelle intenzioni, non configurerebbe uno scudo penale ma introdurrebbe un margine temporale utile alla valutazione dei fatti prima dell’avvio formale di un’indagine. Il meccanismo riguarderebbe non solo gli operatori delle forze dell’ordine, ma anche altri soggetti coinvolti in situazioni di difesa, come commercianti vittime di rapina o agenti della polizia locale impegnati in servizio.

Un capitolo specifico riguarda l’immigrazione, con misure finalizzate a rendere più rapide ed efficaci le espulsioni. Le ipotesi includono procedure semplificate e una riduzione dei tempi amministrativi, per superare le criticità riscontrate nell’attuale sistema.

Resta aperta la questione della forma giuridica degli interventi. Il pacchetto potrebbe essere suddiviso in più provvedimenti: alcune disposizioni potrebbero confluire in un decreto-legge, mentre altre seguirebbero l’iter parlamentare ordinario, non presentando i requisiti di urgenza previsti dalla Costituzione.

Il cantiere normativo è ancora in evoluzione, ma la linea politica appare definita: rafforzare la risposta sul tema della sicurezza e fornire segnali concreti in un ambito al centro del confronto con le opposizioni, che hanno concentrato su questo terreno una parte rilevante delle loro critiche alla maggioranza.