Allarme truffe: falsi messaggi Cup e Agenzia delle Entrate colpiscono utenti a Fermo

A Fermo, si registrano nuove truffe con messaggi falsi di Cup e dell’Agenzia delle Entrate, colpendo soprattutto anziani e persone sole. I malintenzionati utilizzano numeri apparentemente ufficiali per ingannare gli utenti e ottenere addebiti non autorizzati.

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All’inizio del 2026 è emersa una nuova ondata di raggiri telefonici e via sms che sta mietendo vittime soprattutto tra persone anziane o che vivono da sole nella zona della media Valtenna. Segnalazioni raccolte dai carabinieri di Montegiorgio indicano che i malintenzionati usano numeri che sembrano “verdi” per indurre gli utenti a richiamare, provocando addebiti non autorizzati sul credito telefonico.

I messaggi ingannevoli arrivano tramite SMS o WhatsApp con un testo che sollecita il destinatario a richiamare un presunto numero verde, accusando problemi su prenotazioni sanitarie o pendenze fiscali. In alcuni casi la truffa fa leva sul nome del Cup – Centro Unico di Prenotazione – evocando la cancellazione di un controllo medico; in altri finge di provenire da un ufficio contabile dell’Agenzia delle Entrate.

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I cittadini che cadono nella trappola e richiamano il numero indicato nei messaggi vedono prosciugarsi il credito telefonico con addebiti da circa 15 a 50 euro dopo un semplice click, con un impatto rilevante soprattutto per chi ha tariffe prepagate.

Oltre alle chiamate e agli SMS, è stata segnalata anche una truffa via email che ha preso di mira le attività commerciali locali, in cui i destinatari venivano invitati a saldare un presunto importo per una visura camerale non pagata. Anche in questo caso l’intento è quello di ingannare facendo leva su messaggi apparentemente urgenti e ufficiali, ma il codice IBAN riportato nelle comunicazioni non era riconducibile a istituti italiani.

I carabinieri sottolineano l’importanza di verificare sempre la provenienza dei messaggi ricevuti e di diffidare di richieste che invitano a seguire procedure anomale o a contattare numeri non riconosciuti. In caso di dubbio è consigliabile rivolgersi alle forze dell’ordine o agli enti ufficiali prima di prendere qualsiasi iniziativa.