Iran, sussidi minimi ai cittadini e stipendi a Hezbollah: l'accusa di Israele sulle scelte di Teheran

Il ministero degli Esteri israeliano ha denunciato le scelte economiche di Teheran, evidenziando la minima assistenza ai cittadini iraniani rispetto ai finanziamenti destinati a Hezbollah, in un contesto di crescenti tensioni nella regione.

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Un assegno mensile di pochi dollari per la popolazione iraniana, a fronte di compensi ben più consistenti destinati ai miliziani di Hezbollah. È questa la disparità denunciata pubblicamente dal ministero degli Esteri israeliano, che in un messaggio diffuso in lingua persiana ha puntato il dito contro le decisioni economiche del governo di Teheran in un momento di profonda difficoltà interna.

Il Paese è attraversato da una nuova e vasta ondata di proteste, la più estesa dal 2022, con manifestazioni in decine di centri urbani, serrande abbassate nei bazar e scioperi che coinvolgono anche il mondo universitario. Gli slogan contro il regime riflettono un malcontento crescente, alimentato dal caro vita e dal progressivo impoverimento della popolazione.

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Sotto la pressione della piazza, l’esecutivo iraniano ha varato un piano di sussidi diretti, prevedendo l’erogazione di circa 7 dollari al mese per ciascun cittadino, limitatamente a un periodo di quattro mesi. La misura è stata presentata come un intervento immediato per sostenere le famiglie più colpite dalla crisi.

Il nuovo schema prende il posto del precedente sistema di aiuti indiretti sulle importazioni, da tempo criticato per aver favorito pratiche opache e vantaggi riservati a una ristretta cerchia di operatori. Nonostante il cambio di impostazione, l’iniziativa ha raccolto numerose contestazioni sia all’interno del Paese sia all’estero.

Il contesto economico rende infatti l’intervento quasi simbolico: l’inflazione oscilla tra il 42 e il 52 per cento, mentre il rial ha subito un tracollo storico, superando quota 1,4 milioni per dollaro. In queste condizioni, il costo minimo della vita supera abbondantemente i 200 dollari mensili.

Secondo osservatori internazionali, l’importo del sussidio risulta del tutto insufficiente rispetto ai bisogni reali della popolazione e viene percepito come una provocazione in un Paese segnato da povertà diffusa e aumento dei prezzi. Da qui la denuncia israeliana, che mette a confronto l’esiguità degli aiuti interni con i fondi destinati ai gruppi armati alleati di Teheran.