Ucraina, Meloni ribadisce la linea a Parigi: nessun contingente italiano ma garanzie per Kiev
A Parigi, Giorgia Meloni ha ribadito che l’Italia non invierà contingenti militari in Ucraina, confermando il suo impegno nel supporto diplomatico e garantendo assistenza a Kiev all’interno della Coalizione dei Volenterosi.
Dal vertice parigino dedicato al conflitto ucraino, Giorgia Meloni torna con una posizione rafforzata sul piano diplomatico. Nel confronto tra i Paesi della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, riuniti all’Eliseo su iniziativa di Emmanuel Macron insieme a Volodymyr Zelensky e ai rappresentanti statunitensi, l’Italia ottiene il riconoscimento della propria impostazione: sostegno a Kiev e ricerca di una pace stabile, senza il coinvolgimento diretto di truppe italiane sul terreno.
Secondo quanto evidenziato al termine dell’incontro, giudicato concreto e operativo, emerge una convergenza tra gli alleati su un punto centrale: le future garanzie di sicurezza per l’Ucraina dovranno richiamarsi ai principi dell’articolo 5 dell’Alleanza atlantica. Una prospettiva sostenuta da tempo da Roma e ora condivisa anche da Washington, compresi i rappresentanti dell’amministrazione guidata da Donald Trump.
Leggi anche Acca Larenzia, Meloni richiama la memoria: ferita storica e impegno per la pacificazione nazionale
Resta ferma, al tempo stesso, la linea del governo italiano sulla natura volontaria di un’eventuale forza multilaterale incaricata di vigilare sulla pace. Ogni partecipazione, viene ribadito, dovrà rispettare le procedure costituzionali e non comportare automatismi in caso di future aggressioni. Tra i leader presenti, un elemento comune resta la necessità di mantenere alta la pressione internazionale sulla Russia.
Il dossier ucraino non è però l’unico fronte su cui la presidente del Consiglio incassa risultati politici. A margine del vertice, arriva anche l’annuncio della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su un rafforzamento delle risorse destinate alle politiche agricole nel prossimo bilancio dell’Unione. Dal 2028, sono previsti ulteriori 45 miliardi di euro per la Politica Agricola Comune, un impegno che risponde alle richieste avanzate dall’Italia.
Palazzo Chigi sottolinea come le nuove risorse, sommate agli stanziamenti aggiuntivi già concordati nei mesi scorsi, consentano non solo di confermare l’attuale livello di finanziamento, ma anche di ampliarlo. Un segnale considerato significativo nel negoziato sul futuro quadro finanziario europeo e nella risposta alle istanze degli agricoltori.
Il rafforzamento del capitolo agricolo viene letto anche come un passaggio utile a sbloccare il confronto sull’accordo con il Mercosur, tema su cui Roma e Parigi hanno lavorato in coordinamento. La collaborazione tra Meloni e Macron si estende inoltre ad altri dossier strategici, come la tutela della Groenlandia e della sua autodeterminazione.
In una dichiarazione condivisa con diversi leader europei, l’Italia ribadisce che la sicurezza artica rappresenta una priorità non solo continentale ma anche internazionale e transatlantica. La posizione espressa è netta: ogni decisione sul futuro della Groenlandia spetta esclusivamente alla Danimarca e al popolo groenlandese.