Rivolta nel carcere di Massama a Oristano: idranti divelti, corridoi allagati e principio d'incendio

Nel carcere di Massama a Oristano si sono verificati disordini, con idranti divelti, corridoi allagati e un principio di incendio. La situazione ha coinvolto più reparti, causando danni all’interno della struttura.

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Un pomeriggio di forte tensione ha scosso la casa circondariale di Massama, a Oristano, con disordini segnalati in più reparti e danni estesi all’interno della struttura.

Secondo le prime ricostruzioni, alcune cassette degli idranti sarebbero state distrutte e l’acqua avrebbe invaso i corridoi, trasformandoli in lunghi tratti allagati. Nel caos sarebbero state danneggiate anche diverse lampade lungo i passaggi interni.

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In contemporanea, in un altro settore dell’istituto un detenuto avrebbe appiccato il fuoco ad alcuni oggetti nella propria cella, causando un principio d’incendio. L’intervento degli agenti ha permesso di contenere rapidamente la situazione ed evitare conseguenze peggiori.

Non risultano feriti, ma la vicenda ha riacceso l’allarme sulle condizioni operative dentro il carcere e sulla gestione dei reparti, già sotto pressione per movimenti e trasferimenti di detenuti.

La protesta sarebbe stata innescata dall’arrivo di un gruppo di reclusi di media sicurezza trasferiti da un istituto romano dopo la chiusura di un padiglione. A questi ingressi si sarebbero aggiunti altri trasferimenti legati a lavori di ristrutturazione in una struttura penitenziaria del Nuorese.

Il garante comunale dei detenuti, Paolo Mocci, ha segnalato un quadro critico: la struttura non sarebbe adeguata per ospitare determinate tipologie di detenuti e mancherebbe una copertura sanitaria considerata sufficiente. I numeri indicati parlano di 297 reclusi a fronte di 213 posti disponibili.

Dure anche le prese di posizione sindacali. Il segretario regionale del Sinappe, Raffaele Murtas, ha denunciato una marcata carenza di personale e turni che metterebbero a rischio gli standard minimi di sicurezza, chiedendo un intervento urgente per rafforzare l’organico.

Altre sigle della polizia penitenziaria hanno annunciato lo stato di agitazione e sollecitato misure immediate per riportare stabilità e prevenire nuovi episodi di disordine dentro l’istituto.