Alberto Trentini, possibile svolta dopo l'arresto di Maduro per il cooperante italiano

Alberto Trentini, volontario italiano detenuto a Caracas da oltre un anno, torna al centro dell’attenzione in seguito all’arresto di Nicolás Maduro. La sua possibile liberazione dipende ora dall’evoluzione della situazione politica in Venezuela.

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Alberto Trentini, volontario italiano in carcere a Caracas da oltre un anno, torna al centro dell’attenzione dopo che l’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro è stato catturato dalle forze statunitensi in un’operazione militare internazionale. La speranza di una sua liberazione, che sembrava lontana fino a poche ore fa, ora si lega all’evoluzione della situazione politica nel Paese sudamericano e alle manovre diplomatiche in corso.

Il 46enne, originario di Venezia, fu fermato senza accuse formali da funzionari venezuelani nel novembre del 2024 mentre si trovava per lavoro con un’organizzazione umanitaria; da allora è detenuto nella prigione di El Rodeo senza un capo d’imputazione ufficiale e con scarso contatto con l’esterno. La sua famiglia ha denunciato più volte la mancanza di trasparenza sulle sue condizioni e ha spinto per un intervento più deciso del governo italiano.

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Il blitz militare statunitense, noto come operazione “Absolute Resolve”, ha destabilizzato il quadro politico interno venezuelano e aperto scenari imprevedibili. Se da un lato la rimozione di Maduro potrebbe alleggerire le resistenze di Caracas verso negoziati internazionali, dall’altro le tensioni interne e il rischio di una deriva conflittuale rendono incerto l’esito delle trattative per la liberazione di Trentini.

Il governo italiano ha mantenuto un profilo diplomatico riservato, lavorando a contatti e interlocuzioni con le autorità venezuelane anche dopo la cattura dell’ex presidente. Il ministro degli Esteri ha dichiarato di seguire da vicino il dossier, sottolineando che l’arrestato rappresenta solo una parte di un più ampio nucleo di cittadini italiani detenuti nel Paese, tra cui alcune persone con doppio passaporto.

La famiglia di Trentini, da mesi in attesa di segnali concreti, ha alternato appelli pubblici a momenti di cauto silenzio, chiedendo più chiarezza e un impegno diplomatico definito. In passato sono stati lanciati anche appelli alla comunità internazionale e al Vaticano per favorire un’accelerazione degli sforzi.

Con la leadership venezuelana in fase di transizione e la possibile ascesa di nuove autorità a Caracas, la questione della liberazione del cooperante italiano resta aperta. Nei prossimi giorni sarà cruciale capire se i negoziati tra Roma e il governo venezuelano rinnovato potranno tradursi in un rientro a casa per Trentini o se, al contrario, le dinamiche interne renderanno il suo caso ancora più complesso da risolvere.