Crans-Montana, identificate tutte le 40 vittime. Per i pm l'incendio è partito dalle fontane pirotecniche: sei i morti italiani accertati
Sono state identificate tutte le 40 vittime dell’incendio di Crans-Montana, avvenuto nella notte di Capodanno. Sei italiani tra le persone decedute, i dettagli e le cause sono state confermate dalle autorità.
È stato completato il difficile lavoro di identificazione delle vittime della tragedia di Crans-Montana: le persone morte sono 40 e, nelle ultime ore, è arrivata la conferma anche per gli ultimi corpi ancora senza nome.
Il rogo è scoppiato nella notte di Capodanno, nelle prime ore del 1° gennaio 2026, all’interno del locale Le Constellation, molto frequentato durante i festeggiamenti di fine anno nella località sciistica svizzera del Canton Vallese.
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Secondo il bilancio ufficiale, oltre ai 40 decessi, i feriti sono 119, molti con ustioni gravi e condizioni considerate critiche. La rete ospedaliera della zona è stata messa sotto pressione e diversi pazienti sono stati trasferiti in strutture di altre regioni e anche all’estero.
Tra le vittime figurano anche cittadini italiani: la Farnesina ha comunicato che i morti italiani accertati sono sei. Tra le vittime italiane ci sono sei minorenni: Giovanni Tamburi (16 anni), Achille Barosi (16), Emanuele Galeppini (quasi 17), Chiara Costanzo (16), Sofia Prosperi (15) e Riccardo Minghetti (16). Il loro coinvolgimento è stato confermato dalle autorità italiane dopo gli accertamenti svolti sul posto. Per cinque delle sei salme è previsto il rimpatrio in Italia nella giornata di lunedì 5 gennaio, attraverso un volo di Stato dell’Aeronautica militare. Una delle vittime, secondo quanto emerso, viveva in Svizzera e non sarebbe inclusa nel rientro collettivo organizzato per gli altri feretri.
Per i connazionali rimasti feriti, l’assistenza è stata coordinata con le autorità svizzere e con il sistema sanitario italiano: alcuni dei pazienti più gravi sono destinati ai centri specializzati, tra cui il Niguarda di Milano e strutture ospedaliere di Torino.
Sul fronte delle indagini, la procura svizzera ha indicato una pista ritenuta al momento la più plausibile: l’innesco sarebbe stato legato alle fontane pirotecniche usate durante la festa, in particolare quelle posizionate su bottiglie di champagne e sollevate a ridosso del soffitto.
Gli investigatori ritengono che le scintille abbiano raggiunto materiali presenti nella parte alta del locale, favorendo un’innesco rapidissimo. In pochi istanti le fiamme avrebbero preso il sopravvento, con una propagazione violenta compatibile con un possibile flashover, scenario che spiegherebbe la velocità con cui la situazione è degenerata.
È stata aperta un’inchiesta per verificare eventuali responsabilità, anche sul piano delle misure di sicurezza e della gestione del locale. Le autorità stanno raccogliendo testimonianze, immagini e riscontri tecnici per ricostruire ogni fase: dall’utilizzo dei dispositivi pirotecnici alle condizioni dei rivestimenti e dei percorsi di uscita.
Per rispetto delle famiglie, non saranno diffuse informazioni identificative sui deceduti. In paese continuano intanto le iniziative di commemorazione, mentre il lavoro degli inquirenti prosegue per chiarire con precisione cause e responsabilità della tragedia.