Serginho torna a parlare della finale di Istanbul: la riflessione dell'ex rossonero
Serginho, ex calciatore del Milan, riflette sulla finale di Istanbul del 2005, condividendo le sue impressioni personali su una partita che ha lasciato un segno nella storia del club. Un ricordo che conserva con attenzione e rispetto.
L’ex terzino brasiliano del Milan, Sérgio Cláudio dos Santos detto Serginho, ha offerto una lettura cruda e personale di una delle notti più amare nella storia recente del club, la finale di Champions League persa contro il Liverpool a Istanbul nel 2005. In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Serginho ha ammesso con franchezza che quella serata sembrava irrimediabilmente stregata: a suo avviso la squadra avrebbe perso anche giocando per una settimana intera.
Nel suo ricordo, la partita non fu decisa soltanto da errori tecnici o tattici, ma anche da fattori psicologici profondi. L’ex campione rossonero ha definito “irreale” la parata decisiva del portiere avversario su un tiro di Andriy Shevchenko, un intervento che a suo dire sortì un effetto destabilizzante sull’intera squadra e rimase nella memoria collettiva come un momento chiave di quella notte.
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Serginho ha raccontato di come, già prima della fase dei calci di rigore, nello spogliatoio aleggiassero sensazioni negative. Secondo lui, i giocatori e lo staff si sentivano demotivati e convinti dell’esito avverso, tanto da esprimere apertamente al mister la percezione di un destino segnato. Dal dischetto furono proprio i tiratori più affidabili come lui, Pirlo e Shevchenko a sbagliare, un elemento che l’ex laterale interpreta come frutto di una dimensione mentale più che tecnica.
La leggenda secondo cui alcuni giocatori avrebbero festeggiato durante l’intervallo della finale, spesso riportata nel corso degli anni, è stata bollata da Serginho come una falsa narrazione: ha chiarito che all’intervallo non ci furono festeggiamenti ma discussioni e tensione, con lo spogliatoio diviso da nervosismo e parole forti.
Nel corso della conversazione con i giornalisti ha anche ricordato con affetto la figura di Silvio Berlusconi, presidente del club in quegli anni, sottolineando quanto il suo ruolo fosse centrale nello spogliatoio rossonero, capace di entrare personalmente in contatto con i giocatori e di influenzare l’ambiente con consigli e suggerimenti.
La finale di Istanbul resta un capitolo controverso nella storia del Milan: partita aperta e poi rimontata dagli inglesi fino ai rigori, dove il risultato sorrise al Liverpool, dopo una serata che molti ricordano per la rimonta e l’esito beffardo della lotteria dei tiri dal dischetto.