Manovra 2026 alla Camera, calendario serrato e fiducia attesa tra domenica e lunedì

La #manovra 2026 approvata al #Senato passa ora alla #Camera, dove si svolgono i lavori finali. La Commissione Bilancio esamina gli emendamenti e si avvicina alle votazioni, con una fiducia attesa tra domenica e lunedì.

manovra 2026

Dopo l’approvazione arrivata a Palazzo Madama, la manovra finanziaria per il 2026 entra nella fase decisiva alla Camera dei deputati. La commissione Bilancio riprende i lavori già dalla mattinata, con la verifica di ammissibilità degli emendamenti depositati entro i termini e l’avvio delle procedure che porteranno alle votazioni interne. Entro metà giornata sono previste le valutazioni sui ricorsi, mentre dalla tarda mattinata inizierà l’esame delle proposte ritenute ammissibili.

L’arrivo del testo in Aula è fissato nel pomeriggio. In serata il governo è orientato a porre la questione di fiducia, aprendo la strada a un iter accelerato. Il giorno successivo sono calendarizzate le dichiarazioni di voto sulla fiducia e la successiva chiama, seguite dall’esame degli ordini del giorno, con una seduta che potrebbe protrarsi fino a notte. La chiusura dell’iter è programmata per la mattinata successiva, con il voto finale previsto entro l’ora di pranzo.

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L'Aula di Montecitorio ha confermato la fiducia sulla #manovra di bilancio, con 219 voti favorevoli.

In commissione Bilancio sono stati depositati complessivamente 949 emendamenti, tutti a firma delle forze di opposizione. Il Partito democratico ne ha presentati circa ottanta, cui si aggiungono diverse proposte condivise con altri gruppi. Il Movimento 5 stelle ha depositato un centinaio di emendamenti, una parte dei quali cofirmati. Anche Alleanza Verdi e Sinistra ha annunciato un pacchetto consistente di modifiche, accompagnato da una dura presa di posizione politica sul contenuto della manovra.

Dal Senato è arrivato il via libera a una legge di bilancio da 22 miliardi di euro, che interviene su fisco, imprese, previdenza e spesa pubblica. Tra le misure centrali spicca la riduzione della seconda aliquota Irpef, che scende dal 35% al 33% per i redditi fino a 50 mila euro, in continuità con il percorso di revisione dell’imposta avviato lo scorso anno.

Capitolo fiscale anche per la nuova stagione di pace fiscale. Con la cosiddetta rottamazione quinquies sarà possibile definire cartelle relative al periodo 2000-2023, legate a imposte o contributi non versati, attraverso un piano di pagamento fino a nove anni con rate bimestrali. Durante l’esame al Senato è stato inoltre ridotto il tasso di interesse applicato alle rate.

Un contributo più consistente è richiesto a banche e assicurazioni, con un gettito complessivo che supera i 12 miliardi di euro. Per gli istituti di credito vengono ridotte le percentuali di deducibilità delle perdite pregresse nei prossimi anni, mentre l’aumento dell’Irap esclude le realtà con base imponibile più bassa e introduce una franchigia. Per le assicurazioni è previsto un anticipo rafforzato sul contributo legato ai premi Rc auto.

Proprio sul fronte Rc auto sale l’aliquota applicata alle polizze che coprono infortunio del conducente e assistenza stradale, con effetto dai contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026. Aumenta anche la tassazione sulle transazioni finanziarie: la Tobin Tax raddoppia nei mercati regolamentati e cresce ulteriormente fuori dai listini ufficiali, con un incremento anche sulle operazioni ad alta frequenza.

Novità anche per i dividendi delle holding, con criteri più stringenti per accedere al regime di esclusione: sarà necessaria una partecipazione diretta superiore al 5% o un valore fiscale oltre i 500 mila euro. Sul fronte delle imprese viene prorogato il sistema di incentivi per gli investimenti legati a Transizione 4.0 e 5.0, con agevolazioni differenziate in base all’ammontare degli investimenti e una finestra temporale estesa fino al settembre 2028.

La manovra rifinanzia inoltre il credito d’imposta per Transizione 4.0, dopo l’esaurimento delle risorse precedenti, e stanzia fondi per le aziende che hanno presentato domanda nell’ambito della Zes unica. Dal 2028 è prevista l’introduzione di una ritenuta d’acconto per le imprese, con aliquota iniziale ridotta destinata ad aumentare l’anno successivo.

Sul versante del lavoro, vengono estesi ai contratti rinnovati nel 2024 i benefici della tassazione agevolata sugli incrementi salariali, con una platea ampliata fino ai redditi di 33 mila euro. Prorogata anche per il 2026 l’esenzione parziale sui dividendi riconosciuti ai lavoratori tramite azioni assegnate in sostituzione dei premi di risultato.

Interventi rilevanti riguardano il sistema pensionistico. Viene bloccata la possibilità di accedere alla pensione anticipata cumulando la rendita dei fondi complementari e aumentano progressivamente i tagli previsti per l’anticipo pensionistico dei lavoratori precoci. Cambiano anche le regole sul Tfr, con l’obbligo di versamento al Fondo Inps esteso gradualmente alle aziende di dimensioni più ridotte.

Per i neoassunti del settore privato, a partire dal luglio 2026, scatterà l’adesione automatica alla previdenza complementare, con la possibilità di rinuncia entro sessanta giorni dall’assunzione. Sul fronte delle infrastrutture vengono rifinanziate le risorse destinate al Ponte sullo Stretto di Messina, rimodulando gli stanziamenti negli anni successivi.

Il Piano casa vede una riduzione delle risorse disponibili nel biennio 2026-2027, mentre per gli affitti brevi viene confermata un’aliquota differenziata tra prima e seconda abitazione, con un regime fiscale più oneroso oltre i due immobili. Sale inoltre a 200 mila euro il valore dell’abitazione escluso dal calcolo dell’Isee nelle città metropolitane.

Tra le misure più discusse figura anche l’attribuzione della proprietà delle riserve auree detenute dalla Banca d’Italia al popolo italiano, oltre all’introduzione di un contributo fisso sui pacchi postali provenienti da Paesi extra Ue di valore contenuto.