Ucraina, delegazione a Miami: avanzano i colloqui sulla proposta di Ginevra
Venti di pace tornano a soffiare sul conflitto tra Ucraina e Russia. Una delegazione di Kiev, guidata da Rustem Umerov e incaricata di seguire i nuovi negoziati, è attesa a Miami, in Florida, per un incontro con l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, e con Jared Kushner. A rivelarlo è Axios, citando fonti ucraine secondo cui del gruppo fanno parte anche il vice ministro degli Esteri Sergiy Kyslytsya, il capo di stato maggiore Andrii Hnatov e funzionari dell’intelligence ucraina. Da Washington, fonti statunitensi anticipano la presenza del segretario di Stato Marco Rubio.
“Il dialogo basato sui punti di Ginevra prosegue. La diplomazia rimane attiva. La delegazione ucraina è già negli Stati Uniti”, ha scritto il Presidente Volodymyr Zelensky. Secondo il capo di Stato, gli Stati Uniti stanno mostrando “un approccio costruttivo” e nei prossimi giorni sarà possibile definire i passi per individuare “come portare la guerra a una fine dignitosa”.
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Zelensky ha precisato che la squadra di negoziatori dispone delle direttive necessarie, sottolineando di aspettarsi un lavoro allineato alle “priorità chiare dell’Ucraina”. Il richiamo arriva dopo il recente avvicendamento alla guida del team, passato proprio a Umerov al posto di Andriy Yermak.
Lunedì il Presidente francese Emmanuel Macron riceverà Zelensky a Parigi. L’Eliseo fa sapere che i due leader discuteranno della situazione sul campo e delle condizioni per una “pace giusta e duratura”, in continuità con i colloqui di Ginevra e con il piano americano, oltre che in stretto coordinamento con i partner europei. Tra i temi anche il punto sul lavoro avviato per le garanzie di sicurezza previste dalla coalizione dei volontari. L’ultimo incontro tra Macron e Zelensky risale allo scorso 17 novembre.
In parallelo, il primo ministro ungherese Viktor Orban ha delineato la sua visione sul futuro assetto dell’Ucraina, sostenendo in un’intervista a Die Welt che Kiev dovrebbe trasformarsi in uno “Stato cuscinetto” tra Russia e NATO. Il premier ritiene inevitabili concessioni territoriali a favore di Mosca, immaginando un accordo in cui i territori negoziati resterebbero sotto controllo russo, mentre le aree a ovest costituirebbero “uno Stato ucraino ridotto”. Orban propone inoltre di limitare dimensioni e capacità delle forze armate ucraine nella zona cuscinetto.
Le sue dichiarazioni arrivano dopo la visita a Mosca, durante la quale ha incontrato Vladimir Putin ribadendo la necessità di un’intesa rapida per porre fine al conflitto, anche per garantire “approvvigionamenti energetici stabili” all’Ungheria. Orban ha richiamato il piano di pace statunitense in 28 punti, avvertendo che ulteriori ritardi favorirebbero Mosca e comporterebbero nuove perdite di territori e vite umane.
Secondo il premier ungherese, il piano includerebbe anche una graduale reintegrazione della Russia nell’economia globale: con il tempo verrebbero revocate le sanzioni, i beni congelati sarebbero destinati a fondi di investimento USA-Russia e le relazioni commerciali riprenderebbero. Orban ha inoltre smentito che il denaro proveniente da fondi russi contribuisca al sostegno economico di Kiev, affermando che “la favola secondo cui gli europei stanno finanziando la guerra con il denaro russo è finita”.