Allarme truffe telefoniche in Italia: cresce lo spoofing dai prefissi stranieri
L’Italia sta affrontando una nuova ondata di truffe telefoniche legate a numeri con prefissi stranieri e al fenomeno, sempre più diffuso, dello spoofing. In molte regioni si moltiplicano chiamate e messaggi che nascondono tentativi di frode o spam, nonostante l’introduzione del “filtro anti spoofing” da parte dell’Agcom.
Lo spoofing è una tecnica che consente ai call center fraudolenti di falsificare il numero in uscita, facendo apparire sul display dell’utente un contatto italiano anziché estero. Questo aumenta le possibilità che la chiamata venga risposta, aprendo la porta a raggiri più o meno strutturati.
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La truffa può avvenire con diverse modalità: tramite email con indirizzi contraffatti simili a enti reali, attraverso la manipolazione dell’indirizzo IP, oppure con la creazione di siti web fasulli identici a quelli ufficiali, pensati per rubare dati sensibili o spingere l’utente a inserire informazioni bancarie.
Cresce però soprattutto il fenomeno delle chiamate da prefissi internazionali, spesso usate per promettere facili guadagni o offerte lavorative inesistenti. In molti casi non ci sono operatori reali a rispondere, ma voci registrate o sistemi automatizzati. I messaggi arrivano anche su WhatsApp o Telegram, accompagnati da link che possono installare malware o consentire l’accesso ai dati personali.
Per evitare rischi è fondamentale non rispondere a numeri sospetti e bloccarli immediatamente. Prefissi come +44 (Regno Unito), +46 (Svezia) o +31 (Paesi Bassi) sono tra i più ricorrenti nelle segnalazioni. È importante anche evitare di richiamare numeri sconosciuti in caso di “squilli brevi”: questo metodo può causare addebiti spropositati o l’attivazione di servizi a pagamento indesiderati.