Siria, ribelli annunciano la presa di Damasco: Assad sarebbe fuggito

Le forze ribelli e jihadiste anti-governative in Siria hanno dichiarato di aver preso il controllo della capitale, definendo la città "libera" e annunciando la fuga di Bashar al-Assad. Il Comando delle operazioni militari ha pubblicato un messaggio su Telegram, riportato dalla CNN, dichiarando: "Dichiariamo la città di Damasco libera dal tiranno Bashar al-Assad". Il messaggio invita anche gli sfollati a tornare, affermando: "Una Siria libera vi aspetta".

I ribelli sostengono di aver conquistato la famigerata prigione militare di Saydnaya, situata a nord di Damasco. Inoltre, un filmato verificato dall'emittente americana mostra i combattenti nei pressi del palazzo presidenziale, in particolare vicino a un cancello nell'area meridionale del parco del complesso. Nel video, alcuni uomini festeggiano sparando in aria in una zona apparentemente deserta all'ingresso.

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Israele colpisce la Siria: 13 morti nei raid contro basi militari e miliziani armati - Israele ha inviato un chiaro "avvertimento" alla Siria, sottolineando che non tollererà la presenza di "forze ostili" ai suoi confini che possano minacciare la sua sicurezza. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha rivolto un messaggio esplicito al presidente siriano ad interim, Ahmed al-Sharaa, in seguito a recenti scontri e raid aerei che hanno causato almeno 13 morti, segnando una nuova escalation nelle relazioni tra Damasco e Tel Aviv.

Israele intensifica le operazioni militari in Siria e ordina nuove evacuazioni a Gaza - Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato di aver colpito due basi militari nella Siria centrale: Tadmur (Palmira) e T4, una base aerea situata circa 50 chilometri a ovest di Palmira. L'IDF ha dichiarato che l'operazione mirava a eliminare le restanti capacità militari presenti in queste installazioni, sottolineando l'impegno a rimuovere ogni minaccia per i cittadini israeliani.

Siria nel caos: oltre 1.000 morti in scontri tra forze di sicurezza e lealisti di Assad - Nella regione costiera della Siria, oltre 1.000 persone hanno perso la vita in due giorni di violenti scontri tra le forze di sicurezza del nuovo governo e combattenti lealisti al deposto presidente Bashar al-Assad. Secondo l'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), tra le vittime si contano 745 civili, molti dei quali appartenenti alla minoranza alawita, uccisi principalmente attraverso esecuzioni sommarie.