Israele rivendica successi su Hamas e si prepara per un ramadan del terrore
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha recentemente confermato i successi militari di Israele contro Hamas, sottolineando l'uccisione di figure chiave dell'organizzazione, tra cui Saleh al-Arouri, vice presidente del Politburo di Hamas. Queste dichiarazioni arrivano in un momento di crescente tensione, con il governo israeliano che esprime preoccupazione per un possibile aumento degli attacchi durante il mese sacro musulmano del Ramadan.

Nel febbraio 2020, era emerso che Israele aveva pianificato l'assassinio di Marwan Issa e Yahya Sinwar, entrambi inseriti nella lista degli 'Special designated global terrorists' dagli Stati Uniti. Tuttavia, l'intervento dell'intelligence egiziana aveva convinto Israele a desistere dal piano. Dopo l'attacco del 7 ottobre, Issa, Deif e Sinwar sono stati dichiarati da Israele come i ricercati numero uno, con l'UE che ha aggiunto Issa e Deif alla sua lista di terroristi l'8 dicembre.
Il rapporto annuale dell'intelligence statunitense mette in luce la crescente sfiducia nella capacità di Netanyahu di governare, prevedendo grandi proteste che chiedono le sue dimissioni e nuove elezioni. Il rapporto sottolinea anche che Israele affronterà una resistenza armata prolungata da parte di Hamas negli anni a venire, con difficoltà nel neutralizzare l'infrastruttura sotterranea di Hamas.
La situazione umanitaria a Gaza continua a peggiorare, con un aumento dei bambini che muoiono a causa di malnutrizione e disidratazione. La comunità internazionale, incluso il Segretario Generale dell'ONU e il Cancelliere tedesco Olaf Scholz, ha chiesto un cessate il fuoco in Gaza, in particolare durante il Ramadan.
Netanyahu, tuttavia, ha difeso l'offensiva militare di Israele, ribadendo la necessità di distruggere completamente Hamas per evitare future minacce. Questa posizione ha portato a tensioni con gli Stati Uniti, con il Presidente Biden che ha espresso frustrazione per la gestione della crisi da parte di Netanyahu e ha avvertito che un'operazione israeliana nella regione di Rafah sarebbe stata considerata una linea rossa.
Israele, ordine di evacuazione di massa a Jenin: centinaia di palestinesi lasciano le abitazioni - Centinaia di palestinesi hanno abbandonato oggi, 23 gennaio, le proprie abitazioni nel campo profughi di Jenin, situato nel nord della Cisgiordania, a seguito di un ordine di evacuazione emesso dalle autorità israeliane. Il governatore di Jenin, Kamal Abu al-Rub, ha confermato all'Afp che l'esercito israeliano ha trasmesso l'ordine attraverso altoparlanti posizionati su droni e veicoli militari, inducendo centinaia di residenti a lasciare l'area.
Analista della Cia svela piani segreti di Israele: arresto e condanna negli Stati Uniti - Un analista della Cia, arrestato il 12 novembre in Cambogia dall'Fbi per una fuga di documenti classificati riguardanti i piani d'attacco di Israele contro l'Iran, si è dichiarato colpevole in un tribunale federale della Virginia il 17 gennaio. Asif Rahman, 34 anni, impiegato della Cia dal 2016 e in servizio all'estero, ha ammesso di aver condiviso illegalmente informazioni classificate sulla difesa nazionale.
Israele: ritardato l'inizio della tregua a Gaza a causa del mancato elenco degli ostaggi da parte di Hamas - Alle 8:30 ora locale di oggi, 19 gennaio 2025, l'attesa tregua tra Israele e Hamas non è entrata in vigore come previsto. Il motivo del ritardo è la mancata consegna da parte di Hamas dell'elenco dei tre ostaggi che avrebbero dovuto essere liberati oggi, come richiesto dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.