Cresce lo spreco di cibo nel mondo: le possibili soluzioni di contrasto
Quello del sovrappopolamento è uno dei problemi più complessi che la nostra società si trova a dover affrontare. Secondo le stime delle Nazioni Unite, sono otto miliardi le persone che popolano la Terra: un numero incredibile, destinato ad aumentare ancora di più nel corso dei prossimi anni, fino ad arrivare a otto miliardi e mezzo nel 2030.
Nonostante la crescita non sarà omogenea in tutti i continenti, le conseguenze coinvolgeranno tutto il pianeta: secondo gli esperti, infatti, l’aumento della popolazione provocherà un maggiore sfruttamento dell’ambiente, fino a quando non si arriverà all’esaurimento delle sue risorse.
Sensibilizzare e intervenire: le mosse degli esperti
Nonostante quello della scarsità delle risorse naturali sia un problema noto, molti continuano a sottovalutarlo. Secondo un’indagine della FAO, ogni anno un terzo del cibo prodotto sul pianeta viene sprecato. Ma a finire in discarica non sono solo gli alimenti, bensì anche tutta l’acqua utilizzata per produrli e l’energia impiegata per la lavorazione e il trasporto.
Per questo motivo è necessaria una sensibilizzazione della popolazione: c’è bisogno di esperti per rendere le persone consapevoli delle conseguenze delle loro azioni e delle loro scelte. Esperti che possono sia formare, sia intervenire direttamente sul problema, cercando nuove soluzioni per arginarlo. Figure come i dietisti e i nutrizionisti, per esempio, oltre allo sviluppo di piani alimentari e all’elaborazione di diete per singoli individui o gruppi di persone, si possono occupare infatti del controllo dei processi di produzione, conservazione e trasformazione dei prodotti, oltre che dello sviluppo di nuovi prodotti per la valorizzazione del patrimonio gastronomico.
Vista l’importanza e l’alta richiesta di queste figure professionali, anche il settore della formazione si sta adattando: oggi sono moltissime le università che propongono corsi di laurea in Scienze della Nutrizione o in Dietistica, in presenza ma anche online, come è possibile vedere su https://www.studentville.it/universita-telematica/laurea-online-scienze-nutrizione-guida/. Oltre ad essere più stimolante, personalizzata ed economica, quest’ultima modalità di studio è sicuramente anche più green: potendo seguire le lezioni da casa, infatti, non ci sarà bisogno di spostamenti in macchina o con i mezzi pubblici, e di conseguenza si ridurranno notevolmente gli sprechi.
Come la tecnologia aiuta il pianeta
Non solo formazione e consapevolezza. Per limitare i consumi e ridurre sprechi e inquinamento, anche la tecnologia può venire in aiuto. Esistono infatti sia degli strumenti per tracciare la quantità di cibo che la popolazione richiederà e consumerà, sia applicazioni utili per comprare il cibo invenduto a fine giornata, o monitorare le scadenze degli alimenti che si hanno nel frigorifero. Too Good To Go, Svuotafrigo, Myfoody e UBO sono solo alcune delle app o delle piattaforme che aiutano a combattere gli sprechi, andando incontro alle esigenze sia dei consumatori che dei commercianti.
Oltre all’uso della tecnologia, per ridurre lo spreco alimentare è possibile seguire alcuni consigli pratici, cambiando il modo in cui si fa la spesa e si pianificano i pasti, per esempio.
Comprare solo quello che serve, usare quello che già si ha in casa, evitare di servire porzioni troppo abbondanti, riutilizzare gli avanzi e conservare bene gli alimenti sono regole semplici ma fondamentali per salvare il pianeta, che se seguite da tutti possono rappresentare un primo passo verso il cambiamento.
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