di Zazoom di venerdì 15 luglio 2022

Premier Mario Draghi : Presidente mi dimetto

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È l'ultimo consiglio dei ministri, o almeno così il supertecnico chiamato 17 mesi fa da Mattarella spera in cuor suo di formare "un governo di alto profilo" dopo la fine traumatica di Conte. Si chiude con un lungo applauso e con Mario Draghi che, dietro l'apparente serenità, tradisce commozione, delusione e la ferma, dolorosa determinazione a partire. È l'ultimo consiglio dei ministri, o almeno così il supertecnico chiamato 17 mesi fa da Mattarella spera in cuor suo di formare "un governo di alto profilo" dopo la fine traumatica di Conte. È proprio l'avvocato pugliese ad essere oggi artefice della crisi, nome che nessuno a Palazzo Chigi osa pronunciare alla presenza del premier. 

Per Draghi la partita è finita, non c'è il "tempo supplementare" evocato da Giorgetti. E anche se davanti al capo dello Stato, per rispetto e galateo istituzionale, non ha scelto la formula definitiva delle dimissioni "irrevocabili", chi lo conosce sa che di solito non torna sui suoi passi. L'intervista del Presidente della Repubblica al premier, che volerà in Algeria in attesa di mercoledì per gli accordi sul gas

«Presidente, mi dimetto. Ma non per farmi riaffidare l'incarico. Me ne vado. Decisamente. Mi dispiace". È quasi ora di cena quando Mario Draghi, laconico e diretto com'è nel suo stile, comunica a Sergio Mattarella la decisione presa dopo gli ultimi travagliati giorni del suo governo. Ha mantenuto la fiducia, ma il Il partito di maggioranza relativa non lo ha votato. Una ferita politicamente insanabile. «Non ha senso che io insista per essere sfinito», dice. 

Il Presidente della Repubblica ascolta lo sfogo, annuendo gravemente ad ogni passaggio. « Capisco le difficoltà e capisco i motivi che mi hai elencato. A te la scelta, ma ti invito a pensarci ancora. In fondo non ti sei scoraggiato. Mettiamo da parte le dimissioni fino a mercoledì. Pensaci it. Poi vai in Parlamento a valutare la situazione, per debita trasparenza. Spero che cambi idea". Così è nato il rinvio alle Camere deciso ieri sera dal capo dello Stato, dopo un doppio colloquio con il premier. (del primo faccia a faccia, interl ocutory, alle 15.00, non è trapelato nulla anche per non turbare le borse ei mercati, che però hanno reagito male; il secondo è servito a dare un crisma ufficiale alla crisi). Si apre una sospensione politica di cinque giorni, durante la quale il Quirinale spera in un ripensamento di Draghi, che nel frattempo volerà in Algeria per chiudere gli accordi sul gas. Ma tornando all'ipotesi che faccia un passo indietro, sembra molto difficile, visto come ha parlato il premier. Il quale, tra Montecitorio e Palazzo Madama, potrebbe limitarsi a semplici "comunicazioni" e uscire dall'aula senza che questo si esprima con un voto (mentre un dibattito sarebbe inevitabile) e tornare al Colle per ufficializzare definitivamente il suo abbandono. Oppure potrebbe tornare sui suoi passi e accettare un rilancio, se la road map elaborata da Mattarella per parlamentarizzare la crisi e far assumere alle forze politiche le proprie responsabilità porta a un simile risultato. Un'occasione in cui, infatti, quasi nessuno crede. 

"Niente scherzi, questo termine è finito." Giorgia Meloni non ha dubbi: non c'è spazio per altri governi dopo quello di Mario Draghi, ora è necessario tornare subito al voto. Il leader dei Fratelli d'Italia, intervenendo alla "Festa dei Patrioti" a Palombara Sabina (Roma), è chiaro: "Lotteremo per dare ai cittadini la libertà di scegliere chi rappresentare. Questo Parlamento non rappresenta più gli italiani ». Proprio nel verbale in cui le agenzie raccontano il brevissimo Consiglio dei ministri presieduto da Draghi, in cui il premier annuncia le sue dimissioni ai membri dell'esecutivo, Giorgia Meloni - leader dell'unico partito, tra i principali, in opposizione - si chiede a gran voce è il ritorno alle urne davanti ai militanti del suo partito: «Vedrete - avverte - che nelle prossime ore cercheranno di immaginare un'altra alchimia, per capire se c'è un'altra maggioranza , per cercare di portare avanti questa legislatura. Non capisco questa persistenza terapeutica; è stato dimostrato che queste maggioranze arcobaleno in realtà non fanno nulla. Mi chiedo - conclude - se l'Italia può permettersi di discutere per tre giorni della lettera di Giuseppe Conte a Babbo Natale . L'Italia non se lo merita".