di Zazoom di giovedì 14 luglio 2022

Eugenio Scalfari : E' morto il fondatore di Repubblica

eugenio scalfari
Addio a Eugenio Scalfari, innovatore del giornalismo e paladino della cultura laica. Scalfari fu protagonista della cultura laica, rimasta sostanzialmente una minoranza in Italia. Pochi come Eugenio Scalfari hanno saputo accogliere la morte con tanta vitalità. Eugenio Scalfari è stato un giornalista e scrittore italiano. Considerato uno dei più grandi giornalisti italiani del Novecento, ha contribuito, con altri, alla fondazione del settimanale l'Espresso ed è fondatore del quotidiano La Repubblica

Gli ambiti principali dell'analisi di Scalfari sono l'economia e la politica. Fino agli ultimi giorni, prima di scivolare in una sorta di torpore, era attento al suo paesaggio mentale che stava acquistando profondità e colori diversi. E fino alla fine è rimasto un giornalista, un curioso cronista che ci ha raccontato della sua antica traversata verso un pianeta a noi sconosciuto. "Papà, hai paura della morte?" Glielo chiedono le figlie, Enrica e Donata, nell'ultimo splendido documentario Sentimental Journey. 

Lo sguardo arriva sereno, come se non ci fosse bisogno del suo no fermo. Muore desiderando, disse. Voglia di scrivere. Desidera amare. Desiderando essere sempre nelle contraddizioni del mondo. "Sono nato a Civitavecchia il 6 aprile 1924 alle ore 10.30, all'ultimo piano di un palazzo edificato ai primi dell'ottocento nella piazza centrale della città". Inizia così il suo racconto autobiografico, con l'austera meticolosità di chi sa che la propria vita - o meglio le tante vite vissute in una sola vita - è stata un'avventura importante. Un lungo viaggio in cui ha attraversato tante altre esistenze, influenzando innumerevoli destini e anche la storia di un intero Paese. Economista, inventore di giornali, imprenditore, politico, filosofo, romanziere, poeta. Infine anche amico del papa gesuita, crebbe tra le pagine di Diderot e Voltaire. Non ha mai tracciato un limite, mosso da un'energia intollerante ai confini. Tra le sue letture preferite c'erano i romanzi di Pessoa, lo scrittore del doppio e del multiplo. 

Scalfari sentiva anche di essere sempre qualcos'altro, un'orchestra con le sue armonie e contrappunti, tanti strumenti al lavoro contemporaneamente, archi e arpe, timpani e tamburi. Guai a imbattersi nella monotonia tonale, in contrasto con la vita che deve essere una tempesta. Aveva l'aspetto fisico del patriarca oltre che lo stile, la barba bianca che ricordava quella del nonno calabrese e la capacità di tenere insieme uomini e donne caratterialmente diversi. Una qualità che attribuiva al suo ruolo di figlio unico di genitori così affettuosi ma lontani, la madre romantica e mite, il padre combattivo del sud che aveva aderito all'appello di D'Annunzio a Fiume.