di Zazoom di martedì 10 novembre 2020

La crisi della catena di distribuzione nel mondo farmaceutico post Covid19

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La crisi scatenata dalla pandemia dovuta al diffondersi del Covid-19 è stata violenta sotto ogni prospettiva: umana, economica, finanziaria e, soprattutto, psicologica. In particolare il diffondersi dell’emergenza sanitaria e le misure di contenimento messe in campo dalle istituzioni che hanno portato al lockdown dello scorso 9 marzo, hanno avuto un impatto inevitabile sui comportamenti e sulle abitudini di consumo degli italiani. Il cambiamento più incisivo è caratterizzato dall’esponenziale aumento degli acquisti online di prodotti alimentari e beni di prima necessità come farmaci e prodotti di parafarmacia .In questo particolare settore, in cui operano numerosi e-commerce farmaceutici tra cui citiamo la farmacia online eFarma, diverse indagini hanno rilevato che il segmento in cui si è registrato un maggiore volume di vendita è stato quello degli Otc e degli integratori (in particolare modo il gruppo costituito da vitamine e polivitaminici), con un trend crescente già a partire dall’ultima settimana di febbraio, che ha portato ad oltre sei milioni di confezioni vendute e un fatturato di oltre 91 milioni di euro.

Filiera Farmaceutica: l’impatto del Covid nell’ approvvigionamento e distribuzione

Per quanto la situazione sia ancora molto confusa e difficile, la crisi generata dalla pandemia sta evidenziando che, in circostanze fuori dall’ordinario, il sistema delle interdipendenze degli approvvigionamenti mondiali concentrati in poche aree specializzate non riesce a rispondere in maniera adeguata e soddisfacente, generando instabilità e insicurezza. Si vanno a delineare nuove sfide logistiche, a partire dalla gestione delle scorte. Stati Uniti ed Europa, grazie ai loro investimenti nella ricerca biomedica, sono leader mondiali nella scoperta e nello sviluppo di farmaci, mentre la produzione di questi negli ultimi decenni si è pian piano spostata al di fuori di tali confini, e in particolar modo in India e Cina, L'India è infatti il leader  nella produzione di farmaci generici, importando a sua volta dalla Cina quasi il 70% dei principi attivi. Tali approvvigionamenti, causa pandemia, oggigiorno scarseggiano notevolmente generando mille difficoltà al settore farmaceutico. Infatti alcuni farmaci da prescrizione rischiano di sparire dalla circolazione perché le aziende cinesi che lavorano e vendono i componenti necessari hanno abbassato le serrande a causa dell’epidemia di coronavirus. Anche l’India, il principale fornitore al mondo di medicine generiche, sta attraversando un momento molto difficile da questo punto di vista: il 70 per cento delle materie prime contenute nei suoi prodotti viene dalla Cina. Temendo di non poter soddisfare il fabbisogno nazionale se la crisi partita da Wuhan dovesse continuare, ha interrotto l’esportazione di ben 26 principi attivi, tra cui paracetamolo e antibiotici, come metronidazolo e tinidazolo.  In tale condizione infatti oltre ad una diminuzione della produzione, ad allarmare di più è il fatto che la pandemia ha rallentato sensibilmente la catena logistica di approvvigionamento. Questo disagio è particolarmente sentito in Europa dove non c’è ancora un sistema univoco Ue per la gestione dei trasporti dei prodotti farmaceutici e sanitari e dove le azioni non coordinate dei singoli stati membri stanno provocando innumerevoli problemi nella libera circolazione di beni essenziali come quelli farmaceutici. Per il momento i grandi gruppi in Europa e Stati Uniti riescono a garantire le forniture grazie alle scorte di materiali stimate in media a tre-sei mesi, ma sul medio termine, lo shock causato dalla pandemia spingerà molto probabilmente le aziende a diversificare i mercati di approvvigionamento e produzione.

Conclusioni

Il coronavirus sta mettendo a dura prova interi settori produttivi e tra questi c’è l’industria farmaceutica, a tal proposito è fondamentale che venga fatto un monitoraggio attento e costante sul verificarsi degli eventi in modo da poter prevenire e attenuare l’impatto che tale condizione potrà generare nell’immediato futuro.

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