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I club di calcio più ricchi d’Europa: dove sono le italiane?

I club di calcio più ricchi d’Europa: dove sono le italiane?

Con l’introduzione del Fair Play finanziario introdotto dalla UEFA e in concomitanza lo stop ai maxi stipendi imposto dal governo cinese a un massimo di 3 milioni di euro, hanno per così dire equilibrato un po’ il mondo del calcio. Vediamo quali sono i club più ricchi d’Europa e quali invece quelli che massimizzano il proprio lavoro. 

Si allarga la forbice tra club ricchissimi e normali

Leggendo la classifica stilata dalla Deloitte Football Money League 2020, si può facilmente evincere che successo fa rima con possesso. Ebbene sì, in particolare se analizziamo la Champions League dell’attuale stagione 2019/2020, agli ottavi di finale hanno avuto accesso solo le squadre partecipanti ai principali top 5 campionati europei: Serie A, Liga, Bundesliga, Ligue 1 e Premier League. Negli anni passati il dato non è stato poi così diverso: solo in alcuni casi delle outsider di altri campionati emergevano dando del filo da torcere a quelle che in Europa potrebbero essere considerate alla stregua delle cosiddette sette sorelle italiane. Il concetto dei club ricchi, che lo diventano sempre di più, è rafforzato dalla politica dei premi: tra Premi UEFA, diritti tv nazionali e internazionali e conseguenti contratti commerciali, il fatturato di questi club è da capogiro. Prendendo in analisi la Juventus, forse l’esempio più alto nel nostro calcio anche come continuità, la “sola” partecipazione alla Champions League, a prescindere dal risultato dei gironi, vale 55 milioni così suddivisi: 10 milioni dalla prima parte del market pool (piazzamento campionato scorso), altri 15,25 milioni come bonus per la fase a gironi e 29,9 per il ranking storico. Inutile dire che rispetto a una squadra come l’Olympiacos, che ha la metà dei punti ranking personali e nazionali della Juventus, i bianconeri guadagnano con la sola qualificazione alla massima competizione europea più del doppio, mentre i greci incassano 13,3 milioni di euro. Pensando che i bianconeri non godono neanche dei pronostici di esperti di calcio e bookmaker sulla possibile vittoria finale, possiamo immaginare quanto sia l’introito del Manchester United o del Barcellona. Se invece dovessimo estendere il paragone fra il divario tra una squadra che compete in Europa con una squadra di metà classifica della Serie A, ci sarebbe davvero poco da dire, senza eventuali plusvalenze i club “minori” difficilmente arriverebbero a fine campionato in attivo. 

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I top 10 d’Europa, la classifica di Deloitte per il 2020

Il Barcellona è il club più ricco d’Europa nel 2020 secondo Deloitte. I catalani rompono il limite degli 800 milioni di euro di fatturato arrivando a 840 milioni e superando proprio i cugini del Real Madrid, “fermi” a 757,3, terzi i gli inglesi del Manchester United. La classifica continua con l’unica francese della top 10, il PSG di Nasser Al-Khelaïfi che ha un ricavato di 635,9 milioni di euro, numero che supera quello del club che secondo gli addetti ai lavori viene considerato come il favorito per la vittoria finale della Champions: Manchester City, 610,6 milioni di euro. In rapida successione troviamo il Liverpool, campione in carica della CL e fresco vincitore della Premier League e dopo i Reds il Tottenham con i suoi 521 milioni di euro dovuti anche al percorso fantastico nella coppa dalle grandi orecchie. Si finisce la top 10 ancora con un po’ di Inghliterra, dove i Blues del Chelsea chiudono con un fatturato di 513 milioni di euro e poi finalmente una squadra italiana: la Juventus entra in classifica fra le prime dieci grazie all’effetto Cristiano Ronaldo a influire sul raggiungimento dei 459 milioni di euro, nonostante l’uscita in Champions League contro l’Ajax, non una dei top 5 campionati europei, appunto. Altre italiane le troviamo subito fuori dalla top ten, dove l’Inter di Suning occupa il 14esimo posto e dove la Roma è al sedicesimo. Diciottesimo il Napoli che prende la posizione del Milan dello scorso anno e che è costretto a uscire dalla top 20 piazzandosi al ventunesimo posto. Nota di merito particolare va all’Atalanta che pur non essendo nemmeno fra i primi 30 club più ricchi d'Europa, con una pianificazione lunga oltre dieci anni, è riuscita a diventare protagonista prima nel calcio italiano, poi è riuscita a confermarsi con diverse partecipazioni all’Europa League e si è affermata ora nella massima competizione europea per club dove ha raggiunto l’accesso ai quarti di finale. 

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Il percorso intrapreso dal club nerazzurro è un esempio virtuoso di come fare del calcio un’impresa. Il progetto sta ora vedendo i frutti più prelibati con i tanti introiti arrivati dalla partecipazione alla Champions, la qual cosa ha influito sia sul prestigio della squadra, facilitando operazioni di mercato in entrata e sia valorizzando calciatori in uscita, facendo fare cassa al club. 

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