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5 cose da sapere sulla cannabis light

5 cose da sapere sulla cannabis light

Da diversi anni a questa parte, si parla sempre di più di cannabis light. L’argomento è complesso e merita senza dubbio attenzione, evitando, se possibile, gli approcci semplicistici e allarmistici. Per questo motivo, nelle prossime righe abbiamo riassunto alcuni punti sui quali è bene fare chiarezza quando si parla di cannabis a basso contenuto di THC.

La cannabis light non è una sostanza stupefacente

La cannabis light legale, regolamentata in Italia dalla Legge 242/2016, non è una sostanza stupefacente. Nel caso della legislazione del nostro Paese, si parla infatti di una percentuale di THC compresa tra lo 0,2 e lo 0,6%. Fondamentale è però fare attenzione. Il rischio di vedersi ritirare la patente qualora si dovesse essere fermati dalla polizia è concreto.

Esistono diversi tipi di marijuana

Quando si parla di cose che bisogna assolutamente sapere in merito alla cannabis light, rientra la consapevolezza dell’esistenza di diversi tipi di marijuana. L’elenco è nutrito e comprende, per esempio, la cannabis sativa. Quando la si nomina, è necessario ricordare che si contraddistingue per un’altezza pari a circa 1,5 metri. A differenza della cannabis indica, tra le varietà più ricche di THC, ha rami più corti.

Rammentiamo altresì che, in virtù del suo ridotto contenuto di THC, può essere coltivata per la creazione dei prodotti a base di cannabis legale che possono essere commercializzati seconda la Legge 242/2016.

Tra le altre varietà di marijuana troviamo la ruderalis, conosciuta anche con il nome di canapa russa. In questo caso, è utile ricordare che si ha a che fare con un prodotto a basso contenuto sia di THC, sia di CBD (o cannabidiolo).

La cannabis light non si può solo fumare

Un aspetto sul quale vale la pena soffermarsi quando si parla di cannabis light riguarda il fatto che, quando la si consuma, non bisogna fare per forza riferimento alle infiorescenze. Esistono anche altri modi per apprezzare il suo blando effetto rilassante. Tra questi, è il caso di citare l’olio. Soprattutto quando si è alle prime armi, utilizzarlo è un’ottima idea proprio per la sua semplicità e per la possibilità di portarlo con sé anche in borsa.

Una soluzione molto apprezzata è quella dei cristalli di CBD o cannabidiolo, il principio attivo più famoso dopo il THC. In questo frangente, si chiamano in causa ulteriori alternative per quanto riguarda l’assunzione. I cristalli di CBD possono essere sciolti sotto la lingua, ma anche aggiunti ai cibi che si consumano durante i pasti. A tal proposito, è bene specificare che è opportuno evitare di scaldarli, in quanto perdono le loro proprietà.

Quando acquisti semi di cannabis light, ti devono fornire un apposito certificato

Discutere di cannabis light significa, per forza di cose, chiamare in causa anche i semi, che possono essere acquistati senza problemi sia online, sia nei numerosi growshop presenti per le strade delle nostre città. Quando li si compra, è fondamentale ricordare che il negoziante è tenuto a fornire un certificato attestante l’iscrizione al Registro Europeo delle Sementi. Per stare tranquilli, è consigliabile conservarlo per qualche mese dopo l’acquisto.

La cannabis light legale non ha proprietà mediche

La cannabis light legale regolamentata dalla Legge 242/2016 non ha proprietà mediche. Per quanto riguarda queste ultime, è il caso di fare riferimento a un altro testo normativo, risalente però al 2006. Come sopra ricordato, quando si parla degli effetti della cannabis light legale è necessario chiamare in causa un blando rilassamento che, soprattutto nei mesi che abbiamo appena passato all’insegna del lockdown, ha portato tantissime persone a prendere letteralmente d’assalto gli store online, permettendo a e-commerce che facevano decine di ordini al giorno di vederli decuplicare.

zazoom