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Coronavirus Fase 2, cambiano le distanze di sicurezza dal 18 maggio

Coronavirus

Nei protocolli che guideranno la riapertura delle attività dal 18 maggio, c'è una questione di una distanza di sicurezza di almeno due metri. Le eccezioni sono le chiese in cui puoi anche stare a 1,5 metri da altri. L'ingresso alla chiesa deve ovviamente essere controllata (più di 200 persone non possono partecipare ad ogni celebrazione) e sarà obbligatorio indossare una maschera.

Anche nei trasporti pubblici, data l'impossibilità di fare diversamente, il contatore continuerà ad essere osservato. La distanza di sicurezza di un metro continua anche a essere consigliata per le passeggiate, ma non per lo sport: in questo caso, leggiamo sul sito di Palazzo Chigi, è bene stare a due metri dagli altri.

Bar, ristoranti e parrucchieri: distanza minima di almeno due metri

Anche nei bar e nei ristoranti, la distanza di sicurezza di due metri deve essere rispettata: nelle direttive Inail-Iss, si consiglia ai proprietari di rimodellare la disposizione dei tavoli e dei sedili, definendo un limite di capacità massima prestabilito che offre uno spazio standard di almeno quattro metri quadrati per ciascun cliente, fatta salva la possibilità di adottare altre misure organizzative, come la separazione delle barriere. La distanza tra i tavoli non può essere inferiore a due metri al fine di garantire una distanza tra i clienti che può evitare la trasmissione di goccioline.

E funzionerà anche dal parrucchiere dove, tra le altre misure di sicurezza raccomandate da Inail ed Iss, si parla anche di una distanza minima di almeno due metri tra le stazioni.

Ombrelli a 5 metri, ma le regioni vanno in ordine casuale

Sulle spiagge, la distanza minima raccomandata da Iss e Inail tra le file di ombrelloni è di 5 metri e quella tra gli ombrelli della stessa fila. In realtà, tuttavia, ogni regione si evolve a modo suo. Ad esempio, il governatore della Puglia, Michele Emiliano, ha spiegato che "le linee guida dell'Inail sulle spiagge sono adattabili" e che "questi cinque metri sono la distanza prevista quando c'è la pianura totale e dove, oggettivamente, è più difficile controllare i movimenti delle persone. Se adottiamo un altro tipo di sistema per evitare di violare la distanza, è chiaro che questa distanza può essere ridotta. " 

Una delle prime regioni a contravvenire alle direttive di Inail fu la Liguria che, nel suo protocollo, presentato ieri, prevedeva una distanza di tre metri tra un ombrello e l'altro e tra una fila e l'altra. Le stesse linee guida per i ristoranti hanno sollevato più di alcune preoccupazioni. Secondo l'ufficio di progettazione di Fipe (Federazione Italiana Esercizi Pubblici), con quattro metri per cliente, i ristoranti italiani perderebbero 4 milioni di posti, pari al 60% del totale.

"Troppo 4 metri quadrati per bar e ristoranti, la misura deve essere rivista"

Su questo punto, anche i governatori attaccano. Lo spazio di quattro metri quadrati per i clienti di bar e ristoranti, previsto dal protocollo Inail, "è troppo ... inapplicabile, chiuderebbe il 70% delle attività". Questa è una delle riflessioni, spiega le fonti del governo ad Adnkronos, emerse durante lo scontro con le regioni questa mattina e su cui l'esecutivo avrebbe concordato. I 4 metri quadrati sono previsti dalle linee guida stabilite da Inail e dall'Istituto Superiore di Sanità per il settore della ristorazione. "È una misura che deve essere rivista, per trovare una soluzione condivisa", spiegano le stesse fonti, in modo che nessuna eccezione ricada sulle regioni.

zazoom