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Sondaggi: gli italiani non sanno più di chi fidarsi, serve un leader credibile

Sondaggi: gli italiani non sanno più di chi fidarsi, serve un leader credibile


La politica in piena Fase 2 sembra in un momento di stallo. Gli italiani non sono contenti del decreto Rilancio ma non premiano neppure le opposizioni, tiene solo la Meloni che pure ha fatto molto poco in questa fase se non protestare.


BASTA URLA POCO COSTRUTTIVE


Cresce solo la Meloni, anche se di poco. Segno che gli italiani sono arrabbiati e non si fidano più della politica. Fratelli d'Italia vede crescere i consensi a suon di proclami della sua leader che evidentemente scuotono il paese. Come dire: se sono arrabbiato con il governo, seguo l'opposizione che lo critica duramente. Stesso discorso dovrebbe valere per Salvini, ma la Lega - che resta il primo partito - continua a scendere: gli italiani sì, vogliono protestare, ma senza i disastri razzisti della Lega. Preferiscono la fermezza e l'intelligenza Meloni. Forza Italia? Troppo pacati, non sfondano, non crescono. Nella Supermedia dei sondaggi dell'Agi, la Lega continua a scendere (-0,6% in due settimane) ma il dato è pressoché identico a quello della settimana scorsa. Stesso discorso, ma all’inverso, per il Movimento 5 Stelle, che sale dello 0,2% ma senza eguagliare il dato registrato 7 giorni fa. Con il Pd in lieve calo al 21,0% e Fratelli d’Italia che riprende la sua crescita confermandosi sopra il 14%, i primi 4 partiti si ritrovano tutti compresi in un intervallo di 12,4 punti percentuali : questo il vantaggio rimasto della Lega su Fratelli d'Italia, il più ridotto che si sia mai registrato.

Forza Italia subisce un piccolo rimbalzo verso il basso, dopo il leggero “picco” delle scorse settimane, e torna sotto il 7%. Tra i partiti minori le variazioni sono più contenute: da segnalare il dato di Azione, il partito di Carlo Calenda, che fa un piccolo balzo in avanti nella nostra Supermedia (+0,3%) e che nelle rilevazioni alcuni istituti avrebbe raggiunto o persino sopravanzato Italia viva di Matteo Renzi. Su questo dato 'pesa' la continua esposizione mediatica di Calenda che ultimamente è stato molto presente nei talk show politici televisivi.

Con la presentazione del decreto Rilancio, la politica discute sui contenuti delle tante misure previste dal provvedimento. Misure di cui diversi osservatori hanno già evidenziato un’impostazione “a pioggia”, rivolte cioè ad un gran numero di soggetti (imprese, lavoratori, famiglie) e che potrebbe in qualche modo sanare la percezione, piuttosto diffusa tra i cittadini, che il Governo non avesse finora preso misure adatte alle proprie esigenze. Secondo sondaggio di EMG, realizzato proprio nelle ore immediatamente che hanno preceduto l’annuncio del decreto, solo il 18% degli italiani si riteneva soddisfatto delle misure prese fino a quel momento. Un altro fronte di discussione è quello delle riaperture differenziate. Su questo punto, la strategia della prudenza adottata dal Governo centrale si è scontrata con le richieste di diverse Regioni, desiderose e bisognose di riaprire molte attività il prima possibile. Su questo tema, gli italiani che si schierano sulla linea della cautela prevalgono (55%) rispetto a quanti condividono la fretta delle Regioni (42%) secondo il sondaggio dell’istituto Ixè. Ma, allo stesso tempo, prevale un senso di sfiducia verso i propri concittadini: il 62% ritiene che nella Fase 2 siano necessari più controlli da parte delle forze dell’ordine, a fronte di un 35% che condivide l’idea che bisogni fidarsi del senso di responsabilità degli italiani.


 

zazoom