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Coronavirus, mascherine già finite: colpa di Arcuri o dei farmacisti?

Coronavirus, mascherine già finite: colpa di Arcuri o dei farmacisti?

Le scorte di mascherine sono già finite: farmacisti e Arcuri si accusano a vicenda.


DI CHI E' LA COLPA SE NON SI TROVANO MASCHERINE ECONOMICHE?


In Italia ormai, è chiaro che l’emergenza coronavirus ha messo in confusione tutti. 

In primis, un governo totalmente impreparato (e forse incompetente) ad affrontare una situazione del genere che emana decreti con regole assurde e contraddittorie. Poi ci sono anche presidenti della regione come la Santelli che fanno di testa loro senza nemmeno rispettare le apposite prassi giuridiche ( e difatti si vedono poi annullati dal loro stesso Tar i provvedimenti presi). Oppure i virologi che fino a febbraio ci rassicuravano che mai in Italia avremmo scontato questa epidemia, e che adesso sono d’improvviso diventate delle star che ci ammoniscono quotidianamente sui gravi pericoli che corriamo se usciamo di casa.

Meglio fermarsi qui perché la  lista ( purtroppo per noi) sarebbe lunga. 

Il risultato, è che ogni volta che si verifica un problema, è un continuo scambio di accuse in cui nessuno ha intenzione di prendersi le sue responsabilità.  Una situazione sempre più  grottesca, che sarebbe anche divertente se non fosse che si ripercuote sulla carne viva di noi cittadini 

L’uso delle mascherine in questa quarantena che stiamo vivendo, è ormai diventata un’abitudine alla quale ci siamo tutti dovuti adeguare in fretta. E lo abbiamo fatto senza nemmeno prenderci il tempo di comprendere cosa dice la scienza in merito all'efficacia di questo dispositivo di protezione. 

Se fino a qualche mese fa guardavamo straniti certe immagini che ci arrivavano dalla Cina, con migliaia di persone che si spostavano coprendosi la bocca, adesso fa quasi impressione constatare quanto velocemente questo sia già diventato per noi la normalità.

Il problema è che a quanto pare le mascherine adesso sono finite, proprio nel momento in cui questo dispositivo di protezione diventa secondo il nostro governo ancora più importante, considerato che stiamo per entrare nella cosiddetta Fase 2. 

Nella giornata di ieri infatti Marco Cossolo, presidente di Federfarma ha affermato che in quasi tutte le farmacie in cui sono state consegnate al prezzo calmierato fissato a 0,50 centesimi, le scorte sono già finite. Subito dopo queste dichiarazioni sono arrivate anche quelle di Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma, che ha spiegato che "oltre alle mascherine, c'è una fortissima carenza di guanti e di alcol per disinfettare. Sono introvabili nelle farmacie italiane". 

E infine le frasi ancora più preoccupanti del presidente di Federfarma Servizi Antonello Mirrone, che ha attaccato indirettamente il governo parlando di “un cortocircuito burocratico” che ha prodotto come risultato “diversi milioni di mascherine bloccate e sequestrate durante i controlli”.

I farmacisti dunque sono subissati di richieste per questi dispositivi di protezione che non riescono più a soddisfare e denunciano in modo implicito il governo di aver creato una situazione insostenibile di cui loro si ritrovano ad essere vittime. 

Inevitabile che le polemiche abbiano subito investito il commissario straordinario per le emergenze Domenico Arcuri, con alcuni esponenti politici che sono arrivati addirittura a chiederne le dimissioni. Arcuri guadagna al momento 300 mila euro, e in molti iniziano a chiedersi a cosa serve pagare così tanto una persona che non riesce a risolvere un problema enorme che nel peggiore dei casi potrebbe persino rendere più lunga la quarantena che tutti noi cittadini stiamo scontando. 

La risposta di Arcuri a queste critiche è stata naturalmente immediata e molto dura. Ha infatti accusato direttamente i farmacisti dichiarando che “chi oggi afferma di non avere mascherine e di aver bisogno delle forniture del Commissario, fino a qualche settimana le aveva e le faceva pagare ben di più ai cittadini". 

Per quanto invece riguarda il fatto che questi ci stiano rimettendo personalmente dei soldi a causa del prezzo calmierato imposto dal governo, il commissario ha sferrato un attacco persino più duro del precedente affermando che "Non è vero che i farmacisti ci avrebbero rimesso o ci starebbero rimettendo perché ai distributori è stato comunque garantito un rimborso per le mascherine acquistate prima della definizione del prezzo a 0,50 centesimi (più IVA).  L'unica evidente verità è che non essendo in grado di approvvigionarsi delle mascherine, adesso provano a scaricare le loro responsabilità sul Commissario. Oppure, peggio ancora, aumentando il prezzo". 

Arcuri si è infatti difeso spiegando che “non sono io a dover rifornire i farmacisti. Il commissario rifornisce regioni, sanità, servizi pubblici essenziali e, dal 4 maggio, anche i trasporti pubblici locali e le Rsa, pubbliche e private. Tutto a titolo gratuito". Arcuri ha continuato dichiarando che al momento le farmacie non hanno ricevuto gli stock su questi strumenti di protezione in quanto “due società di distribuzione hanno dichiarato il falso non avendo nei magazzini i 12 milioni di mascherine che sostenevano di avere".

L’unica colpa che si è addossato, riguarda il fatto che ritiene di aver commesso un errore a non sanare le mascherine “prive di autorizzazioni che i responsabili della distribuzione avrebbero voluto mettere in commercio".

Sembra evidente che lo scontro tra farmacisti e Arcuri è appena iniziato e purtroppo ci riguarda tutti perché la questione è molto seria. Se già adesso le mascherine sono finite, come faremo a circolare liberamente quando il governo allenterà le misure restrittive? L'uso delle mascherine non è obbligatorio, ma le continue raccomandazioni del governo sul loro utilizzo hanno fatto in modo che siano gli stessi cittadini ad avere paura di entrare in contatto con chi ne è sprovvisto.

Si è creata una psicosi collettiva per cui, nonostante il loro utilizzo non rientri nelle indicazioni obbligatorie emanate dal Ministero della Salute, le persone hanno ormai paura di chi ne esce sprovvisto, al punto da considerarlo un vero e proprio trasgressore che mette a rischio la salute pubblica.

Arcuri adesso cosa farà? Passerà il suo tempo a difendersi dalle accuse o troverà una soluzione che ci aiuti ad evitare situazioni grottesche come quella di non poter uscire di casa perché non abbiamo dove comprare le mascherine. Potrebbe fare entrambe le cose naturalmente, ma purtroppo l’impressione ( che speriamo sia solo tale) è che al momento abbia scelto la prima opzione.

zazoom