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di Angelo Caputo di venerdì 19 febbraio 2021

Nel poker come negli scacchi: quando l'intelligenza artificiale vince contro l'uomo

Nel poker come negli scacchi: quando l'intelligenza artificiale vince contro l'uomo

I migliori giocatori di poker al mondo riescono a vincere cifre esorbitanti anche solamente disputando un unico torneo, spesso portandosi a casa montepremi a sei cifre e la fama mondiale, come accade per le più classiche discipline sportive. Che sia praticato sul tavolo verde dei casinò o nelle sale da gioco, che sia giocato online comodamente seduti sul divano di casa, il poker è una specialità che richiede abilità e strategia. Fino a ieri, il gioco del poker era appannaggio assoluto dell’uomo. Oggi invece gli scienziati hanno creato delle macchine dotate di intelligenza artificiale che riescono a fare meglio, in termini di risultati, anche dei migliori giocatori umani.

Ed una di queste nuove intelligenze artificiali è riuscita a battere anche sei giocatori professionisti in un torneo. L’impresa rappresenta un importante passo in avanti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale che un giorno potrebbe essere applicata anche alla sicurezza informatica, alle auto a guida autonoma e gli altri giochi di carte ma non solo. Anche se l'utilizzo dei bot poker è espressamente vietato nel gioco online, lo sviluppo delle intelligenze artificiali applicate al tavolo verde è estremamente cresciuto negli ultimi anni, coinvolgendo sempre più gruppi di ricerca.

La ricerca della Brown

Nel

In qualsiasi specialità del gioco del poker, l'obiettivo è quello di vincere il "piatto", ovvero la raccolta delle puntate che i giocatori fanno durante ogni singola mano. Il giocatore vincente, come noto, è quello che alla fine dei turni di gioco ha il punteggio più alto o quello che ha messo sul piatto una puntata che nessun altro concorrente è riuscito a pareggiare o superare. Poiché solitamente sono presenti più giocatori al tavolo verde, i vari partecipanti in campo devono analizzare informazioni incomplete circa le giocate dei loro avversari, una situazione, quest’ultima, che in precedenza rendeva difficilissimo il successo delle intelligenze artificiali.

Due anni fa, la famosa università americana Brown e un suo team di ricercatori hanno sviluppato un computer chiamato Libratus che ha battuto i professionisti del mondo del poker giocando un heads-up no-limit nella specialità del Texas Hold'em. Ma dal momento che la maggior parte delle applicazioni (in cui è presente una intelligenza artificiale) coinvolge più di due partecipanti, lo sviluppo di un computer in grado di vincere nel poker Texas Hold'em a sei giocatori (che è la versione più popolare del gioco) è stata una sfida difficilissima che ha riservato tanti colpi di scena.

I ricercatori della Brown, quindi, hanno messo a punto la loro creazione, partorendo una nuova macchina ad intelligenza artificiale chiamata Pluribus. Questa ha giocato prima contro altre macchine, così da definire una strategia di progetto. In sostanza, con il computer alle prese con il gioco, la macchina intelligente riesce a capire quali azioni portano a risultati migliori. Quindi, quando si è trovata ad affrontare avversari umani, Pluribus ha migliorato la sua strategia di progetto cercando in tempo reale la mossa che meglio si adattasse alle circostanze del gioco corrente.

La strategia vincente del computer.

La strategia generale ha portato Pluribus a battere alcuni dei migliori giocatori del gioco del poker per la prima volta. La ricerca, tra l’altro, è stata pubblicata anche sulla rinomata rivista scientifica Science. La sfida è consistita in più giorni di gioco. L’intelligenza artificiale, alla fine, ha avuto un tasso di vincita molto elevato nel gareggiare contro cinque giocatori di poker professionisti, disputando la bellezza di diecimila mani di gioco in quasi due settimane di gare.

In una seconda tornata di gara, in cui a partecipare è stata una seconda selezione di professionisti del tavolo verde, l’intelligenza artificiale ha battuto l’uomo dal big blind più della metà delle volte. Per fare un confronto, la superstar del poker Chris "Jesus" Ferguson, che ha vinto quasi 10 milioni di dollari disputando tornei live in giro per il mondo, è arrivata molto indietro rispetto a Pluribus nella speciale classifica delle big blind vinte. Per i ricercatori della Brown, Pluribus è riuscita a giocare ad un livello “sovrumano”, sconfiggendo i professionisti migliori del gioco del poker anche quando questi hanno avuto il tempo di osservare e capire la strategia del computer, adattandosi ad essa.

I computer a confronto con l’uomo nel mondo del gioco: quale futuro?

Negli ultimi decenni, l’intelligenza artificiale è riuscita a battere i più bravi in molti giochi popolari. Dalla dama agli scacchi, fino al backgammon e adesso al poker: le macchine artificiali non conoscono più limiti. Lo sviluppo di una partita di carte è utile ai ricercatori per dimostrare le potenzialità di ragionamento delle intelligenze artificiali. È con i giochi che vengono testate le tecniche, i risultati vengono misurati e le macchine vengono così confrontate con le capacità dell’uomo. E con ogni gioco arriva un ulteriore livello di difficoltà che modella e plasma sempre meglio la concezione di mondo reale per le macchine. Questo richiede ai computer una buona dose di pianificazione, richiede strategia, a volte assai complessa, ed è un procedimento dettato dalla casualità e da numerose informazioni nascoste.

Il poker, grazie alla sua profonda complessità e al fatto che i giocatori si nascondono informazioni cruciali l'uno dall'altro, è stata una delle ultime barriere da superare per il mondo delle intelligenze artificiali. E quella barriera è stata ampiamente battuta.

Non a caso, la nota rivista Wired ha riferito lo scorso anno che la tecnologia utilizzata dietro l’impiego di Libratus potrebbe essere ben presto utilizzata anche al servizio dell’esercito americano. In cantiere vi è già un accordo biennale da dieci milioni di dollari con un ramo del Pentagono (la Difesa a stelle e strisce) chiamato Defense Innovation Unit.

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