Quelle vite erano state stravolte Rosellina tra gli angeli del fango che salvarono la bellezza di Firenze
A sessant’anni dall’alluvione di Firenze, il ricordo torna alle persone che intervennero per salvare opere e libri dal fango. Tra loro c’era Rosellina, una degli “angeli del fango”, come furono chiamati i volontari. L’immagine della città immersa nel buio è rimasta impressa nella memoria, insieme alle conseguenze dell’alluvione sulle vite di chi la subì. Il racconto ripercorre il lavoro dei volontari e il recupero del patrimonio culturale danneggiato dall’acqua e dal fango.
di Alessandra Poggi carrara Sessant’anni non sono bastati a cancellare quell’immagine angosciante di una Firenze immersa nel buio, quasi l’avessero inghiottita le tenebre. A sessant’anni dall’ alluvione del 4 novembre 1966, che devastò Firenze, Rosellina Crucitti, la gioielliera di via Cavour, ricorda quando a soli diciotto anni salì su un treno per andare nel capoluogo toscano per cercare di salvare i preziosi volumi della biblioteca Nazionale diventando uno dei tanti angeli del fango che contribuirono a far rinascere Firenze. "Guardando dalla finestra della camera in cui mi avevano sistemata non si vedeva nulla, solo buio - ricorda Rosellina -. 🔗 Leggi su Lanazione.it
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