Omicidio Antonio Maione dopo 26 anni condannati mandante e uno degli esecutori materiali
Trent’anni di reclusione ciascuno per il mandante e uno degli esecutori materiali dell’omicidio di Antonio Maione, ucciso il 15 settembre 2000 in una salumeria. La condanna è stata inflitta in primo grado dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Napoli, a 26 anni dal delitto.
Trent'anni di reclusione ciascuno. È questa la condanna inflitta in primo grado dal gup del tribunale di Napoli Marco Giordano per l'omicidio di Antonio Maione, consumato il 15 settembre 2000 all’interno di una salumeria di San Giovanni a Teduccio. Roberto Mazzarella è stato ritenuto il mandante del delitto di camorra, una vendetta affidata - tra gli altri - a Clemente Amodio, tra gli esecutori materiali. Secondo la ricostruzione, Roberto Mazzarella ordinò di uccidere il fratello di Ivan Maione, reo confesso dell'omicidio del padre Salvatore Mazzarella avvenuto nel 1995, anche se la vittima era ritenuta estranea ai contesti di camorra. 🔗 Leggi su Napoli.corriere.it

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