Frontiera Beccaria parla la comandante | Ma quali maranza questo è disagio La prima domanda che fanno? Se c’è lo psicologo
La comandante del carcere minorile milanese riferisce che i giovani detenuti chiedono spesso se sia presente uno psicologo. Lo ha raccontato a margine di una conferenza dedicata al lavoro degli operatori sanitari negli istituti penitenziari. Nell’occasione, ha contestato l’uso dell’etichetta «maranza» per descrivere i ragazzi, parlando invece di disagio. La domanda sullo psicologo, ha spiegato, è tra le prime che pongono i giovani detenuti.
Milano – "Oggi c’è uno psicologo?" È una domanda che i giovani detenuti del Beccaria, "ci fanno spesso", afferma Iolanda Tortù, comandante del carcere minorile milanese, a margine della conferenza dell’ordine degli psicologi lombardi dedicata al lavoro degli operatori sanitari nei penitenziari. Ma il disagio profondissimo non può essere relegato tra le mura dell’istituto sovraffollato ("attualmente 64 detenuti, mentre la capienza è di 46 posti "). Nasce tra le crepe delle periferie e, talvolta, come nelle devastazioni del 17 e del 18 ottobre, finisce per detonare come esplosivo anche nel pieno centro della città. "Questo disagio dei ragazzi è legato innanzitutto alla loro età, e, forse è scontato ma anche troppo reale, per la mancanza di punti di riferimento", sostiene Tortù. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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