Perché i ragazzi non ci stanno | TPI ha raccolto le voci dalla rivolta dei giovani

Notizia in breve

Un rapper italiano di seconda generazione racconta perché molti giovani non si riconoscono nelle prospettive offerte loro. Nato a Milano nel 1992 da genitori egiziani e marocchini, è cresciuto nelle case popolari tra San Siro e Bonola. Oggi ha 34 anni e la sua esperienza è stata raccolta in un’inchiesta sulle voci della protesta giovanile. Nel titolo, la sua risposta è sintetizzata nell’espressione «a un futuro inesistente».

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«A un futuro inesistente». Jamal Hourani, 34 anni, è un rapper italiano di seconda generazione. Nato a Milano nel 1992 da una coppia egiziano-marocchina, è cresciuto nelle case popolari tra San Siro e Bonola. In arte Favelas J Flous, risponde così alla domanda su ciò a cui i ragazzi di oggi non intendono più rassegnarsi. «Dagli studi agli stipendi, è difficile vedere un domani: fare famiglia, comprarsi una casa, avere un lavoro stabile sono diventati privilegi», dice il musicista, cresciuto tra Bonola e San Siro. È una frase che, al netto della sua durezza, aiuta a mettere a fuoco ciò che si muove nelle piazze di questo autunno e che, lo scorso 30 ottobre, ha attraversato decine di città nello sciopero generale indetto dall’Unione sindacale di base (Usb) contro carovita e riarmo. 🔗 Leggi su Tpi.it

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