L’uomo sparito dentro Bob Dylan tra penombra catacombale e passi malcerti al concerto di Roma
Robert A. Zimmerman scomparve nel 1962, prima del 19 marzo, quando Bob Dylan pubblicò il suo primo album. Il testo racconta la sua sparizione come un passaggio alla nuova identità di Dylan, descritto come un usurpatore della sua esistenza.
Il signor Robert A. Zimmerman scomparve senza lasciar traccia, ancor giovane, in una data imprecisata del 1962. Di certo prima del 19 marzo, giorno in cui Bob Dylan, malmostoso usurpatore della sua esistenza, pubblicò il suo primo album. Dicono che Zimmerman abbia tentato, di quando in quando, di riprendersi la propria identità, boicottando rancorosamente l’attività del cantautore. A un certo punto, presto, si è arreso, consegnando la sua intera vita a quel perfido doppelganger che non va dove lo invitano (come quando mandò l’amica Patti Smith a fargli da supplente per ricevere il Nobel) e si materializza in posti in cui nessuno lo aspetta: per esempio a curiosare fuori delle case natali di Springsteen e Lennon, come un visitatore qualunque o un devoto del pantheon rock’n’roll. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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