Caporalato nella moda Patrizia Pepe e Dixie poste in amministrazione giudiziaria
Due aziende della moda con sede a Signa e Campi Bisenzio sono state poste in amministrazione giudiziaria nell’ambito di un’indagine sullo sfruttamento dei lavoratori nella filiera produttiva. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le società avrebbero agevolato il sistema. Il provvedimento riguarda il settore della moda e si inserisce in un’inchiesta sul caporalato. La notizia è stata diffusa il 6 novembre 2026.
Prato, 6 novembre 2026 – Due aziende della moda, con sede a Signa e Campi Bisenzio, finiscono sotto amministrazione giudiziaria per aver agevolato, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, un sistema di sfruttamento dei lavoratori nella filiera produttiva. Si tratta di Patrizia Pepe e Dixie, marchi molto conosciuti sul mercato italiano e internazionale, soprattutto nella fascia medio-alta dell'abbigliamento. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Prevenzione di Firenze su richiesta della Procura di Prato, che ha ricostruito un sistema di subappalti attraverso il quale le due aziende avevano esternalizzato parte della produzione, affidandola a un'organizzazione imprenditoriale gestita da cittadini albanesi, indagati per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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