Isola Farnese Tinto Brass e il suo amato borgo Il parroco | Era un provocatore ma desiderava il Paradiso
Il parroco di Isola Farnese ricorda Tinto Brass, regista legato al borgo, e racconta la sua reazione quando una frana aveva bloccato la zona. «Eccome se si era fatto sentire, ha sparato i suoi ultimi colpi», dice il sacerdote, riferendosi a quel periodo. Lo descrive come «un provocatore», ma aggiunge che desiderava il Paradiso. Le parole sono riportate nel titolo e nell’estratto di un articolo dedicato al rapporto tra il regista e il paese.
«Quando siamo rimasti bloccati per la frana, eccome se si era fatto sentire, ha sparato i suoi ultimi colpi. Era un provocatore, ma desiderava il Paradiso». Il parroco del borgo di Isola Farnese, Don Massimo, scorre tra le dita i grani del rosario, «sto pregando per l’anima di Tinto Brass», spiega rammentando con affetto le sue animate chiacchierate con il regista 93enne, abitante d’eccellenza del micro-paese sulla Cassia e deceduto ieri proprio nella casa che per lui era ormai diventato «fulcro della creatività ». Poco più di 150 abitanti, intorno solo natura e quiete, una location quasi contraddittoria per il maestro del cinema erotico, liberissimo e sfacciato che eppure aveva scelto di vivere nel piccolo borgo, lo aveva eletto suo rifugio fin dagli anni ‘70 dopo aver lasciato il caos di piazza del Popolo. 🔗 Leggi su Roma.corriere.it

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