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La vittoria di El-Sayed in Michigan, primo musulmano eletto al Senato, ha riaperto le divisioni interne ai democratici su Islam, Israele e confini. Il risultato rafforza l’intesa con l’ala più radicale del partito, già vista con Mamdani. Dietro le celebrazioni, il testo descrive una formazione priva di un leader e di una linea condivisa, unita soltanto dall’opposizione al tycoon.
La vittoria di El-Sayed in Michigan, primo musulmano al Senato, rinsalda il patto con l’ala più radicale già visto con Mamdani. Dietro la festa, però, si nasconde un partito senza leader né linea comune, tenuto insieme soltanto dall’ostilità verso il tycoon. Che alle Midterm il Partito democratico abbia ottenuto un successo elettorale strepitoso, è un dato di fatto innegabile. Tra l’altro, al di là della vittoria in entrambi i rami del Congresso, l’Asinello potrà contare su un ampio margine alla Camera, oltreché su un robusto vantaggio in termini di seggi al Senato. Ciò detto, la matematica è un conto, la politica un altro. Sì perché, al netto del risultato storico, il Partito democratico si trova adesso ad affrontare almeno due problemi. 🔗 Leggi su Laverita.info
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