A duecento chilometri dal Do Dragão c’era Fátima forse era il caso di andarci
Il Napoli ha perso a Oporto, in una partita che il testo descrive come una sconfitta pesante. La gara si è giocata allo stadio Do Dragão, a meno di duecento chilometri da Fátima. Il risultato ha lasciato stordito l’ambiente della squadra, secondo il brano, che richiama anche le promesse dell’estate. La vicinanza del santuario viene citata con tono ironico, come possibile meta per accendere un cero e invocare un aiuto.
Il Napoli sprofonda a Oporto e il colpo lascia stordito un intero ambiente, inchiodato a un castello di illusioni e promesse estive. A meno di duecento chilometri dal Do Dragão c’era Fátima: a questo punto, forse, conveniva fare una tappa devozionale al Santuario, accendere un cero e sperare nell’intercessione divina. Perché la realtà del campo, oggi, è di una crudezza disarmante. Sia chiara una cosa, senza tanti giri di parole: siamo molto meglio di così, decisamente meglio. Ma dove andiamo di questo passo? Si parla tanto di marzo, la famosa “deadline” fissata da Max per vedere la squadra al top della condizione e della forma. Ma a marzo, con questo ritmo e con questa usura, ci arriviamo strisciando, ridotti male come l’ortolano dopo una giornata di tempesta. 🔗 Leggi su Ilnapolista.it

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