Saba Poori dall' Iran all' Italia a passo di danza | Oggi voglio ballare non solo per il mio Paese ma anche per me dare più amore che rabbia
Una ballerina iraniana ha raccontato di essere stata interrogata due volte al rientro da un soggiorno in Italia, dove aveva trascorso alcuni mesi a Milano per studiare danza. In un passaggio della sua vita, ha detto, un reato l’ha portata in una «stanza senza finestre». Oggi afferma di voler ballare non soltanto per il suo Paese, ma anche per sé, e di voler dare «più amore che rabbia».
Un reato che a un certo punto della sua vita l'ha portata in una «stanza senza finestre», interrogata due volte di ritorno da un soggiorno in Italia, quando Poori ebbe la possibilità di trascorrere alcuni mesi a Milano per studiare danza all'Accademia Susanna Beltrami. Di lei sapevano tutto, l'avevano tenuta d'occhio su Instagram, osservata, invaso i suoi spazi. «Dobbiamo vedere cosa fate anche fuori», le dissero, una frase che l'aveva riempita di rabbia, così come il tentativo di farla smettere di ballare. «Il corpo, per loro, era il problema», scrive l'autrice, «Il corpo delle donne, soprattutto. Da coprire. Controllare. 🔗 Leggi su Vanityfair.it
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