Minori maxiprocesso alle ?gang of Naples? | una vita tra armi e social L' episodio più grave è un raid omicida

Notizia in breve

Un’inchiesta su un gruppo di minorenni descrive una struttura con ruoli distinti, legata a spedizioni punitive e a rapporti con altri gruppi. Tra gli episodi contestati figura un raid omicida, indicato come il più grave. Le attività del gruppo, secondo quanto riportato, si svolgevano tra l’uso delle armi e i social network. Il procedimento è presentato come un maxiprocesso, ma il testo disponibile non specifica il numero degli imputati né i dettagli delle accuse.

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Hanno una gerarchia interna: c’è chi si occupa di organizzare le spedizioni punitive, chi invece gestisce i rapporti diplomatici e bellici con i gruppi rivali; chi ha il compito di fidelizzare gli affiliati (prima regola: omertà), chi invece ha l’incarico di allestire una vetrina social, per veicolare il nome del gruppo, profilare i capi, impacchettare slogan e senso di appartenenza da dare in pasto su TikTok. Sono le tre nuove paranze dei bambini a Napoli. Arrivano a distanza di oltre dieci anni la fiammata di violenza camorristica animata da Emanuele Sibillo (ES17, ucciso durante un agguato), ma hanno cambiato pelle: non sono legate a clan storici, ma sono gruppi autonomi. 🔗 Leggi su Ilmattino.it

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