Viaggio tra gli zombie del Porto Vecchio di Trieste
I magazzini del Porto Vecchio di Trieste sono da anni un rifugio abituale per persone senza fissa dimora e migranti arrivati in Italia attraverso la cosiddetta rotta balcanica. Un viaggio tra gli edifici abbandonati racconta la presenza di chi trova riparo in questi spazi. Il testo descrive il Porto Vecchio come un luogo frequentato da persone in condizioni di marginalità e da migranti giunti lungo il percorso che attraversa i Balcani. Non vengono forniti dettagli sul numero delle persone presenti, sulle condizioni degli edifici o su eventuali interventi delle autorità.
I magazzini del Porto Vecchio di Trieste sono da anni abituale rifugio di sbandati e migranti che giungono in Italia seguendo la cosiddetta "rotta balcanica". Proprio qui avevano trovato riparo le due vittime dell'incendio scoppiato domenica 1 novembre all'interno di questi edifici. Il rogo, secondo quanto emerso, sarebbe stato provocato dall'accensione di un fuoco da parte di un gruppo di richiedenti asilo, riusciti poi a scappare. E mentre è ancora in fase embrionale il progetto di riqualificazione dei 66 ettari del Porto Vecchio, sono decine e decine i migranti - fantasmi per la burocrazia - che proprio tra i ruderi dell'area portuale trovano casa. 🔗 Leggi su Tgcom24.mediaset.it
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