Macellaio sottinquadrato il Tribunale condanna la grande distribuzione a pagare 26mila euro

Notizia in breve

Il Tribunale di Taranto ha riconosciuto a un macellaio circa 26mila euro tra differenze retributive e trattamento di fine rapporto. Il lavoratore era impiegato in una catena della grande distribuzione con un inquadramento contrattuale inferiore rispetto alle mansioni effettivamente svolte. La decisione è stata pronunciata dalla sezione Lavoro del tribunale.

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Tarantini Time Quotidiano Circa 26mila euro tra differenze retributive e trattamento di fine rapporto. È quanto riconosciuto dal Tribunale di Taranto, sezione Lavoro, a un macellaio impiegato in una catena della grande distribuzione, al quale veniva applicato un inquadramento contrattuale inferiore rispetto alle mansioni effettivamente svolte. Il lavoratore si era rivolto alla FILCAMS CGIL di Taranto, che ha promosso il ricorso attraverso l’avvocata Ester Spada. Il giudice ha riconosciuto il diritto a percepire circa 24mila euro di arretrati salariali, ai quali si aggiungono circa 2mila euro di differenze sul TFR. La controversia riguardava le attività quotidianamente affidate al dipendente. 🔗 Leggi su Tarantinitime.it

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