Contro Bibi ma divise sui palestinesi Le due sinistre di Israele – L’analisi di Francesca Mannocchi
Alle elezioni del 27 ottobre la sinistra israeliana si è presentata con due liste, unite dall’opposizione al governo di Bibi ma divise sulla questione palestinese. Le due forze propongono visioni diverse del futuro del Paese e del rapporto con i palestinesi. La frattura riguarda anche il modo di affrontare il conflitto e le prospettive politiche per la regione. Il testo descrive così una sinistra divisa, nonostante la comune opposizione al premier, alla vigilia del voto.
Alle elezioni del 27 ottobre la sinistra israeliana si è presentata divisa in due, con due liste e due idee diverse di cosa debba essere Israele. Da una parte ci sono i Democratici, il partito nato nel 2024 dall’unione di laburisti e Meretz, che tornano in parlamento con otto seggi e hanno costruito la loro campagna sulla difesa delle istituzioni e sulla fine dell’era Netanyahu. Dall’altra c’è Hadash, il partito ebraico-arabo nato nel 1977 attorno al Partito comunista israeliano, che si definisce non sionista e ha un elettorato in larga maggioranza arabo. Ha corso nella Lista Unita insieme ai partiti arabi Ta’al e Balad, una lista che ha ottenuto 11 seggi. 🔗 Leggi su Open.online
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