Bob Dylan e il tradimento delle canzoni come unico antidoto alla nostalgia | il Robert Allen Zimmerman delle origini è un ricordo lontano
A sessant’anni dal «Giuda!» gridato a Bob Dylan alla Manchester Free Trade Hall, i suoi concerti continuano a disorientare chi si aspetta di ritrovare le canzoni come le ricorda. Allora, nel 1966, uno spettatore lo contestò dopo averlo visto imbracciare la chitarra elettrica. Oggi, chi assiste a un’esibizione del cantautore può sentirsi ancora tradito: i brani non restano necessariamente fedeli alle versioni conosciute. Il Robert Allen Zimmerman delle origini, suggerisce il testo, è ormai un ricordo lontano.
Milano – Sebbene siano passati 60 anni dall’eco rabbioso di quel “Giuda!” gridatogli da uno spettatore della Manchester Free Trade Hall dopo averlo visto imbracciare la chitarra elettrica, chiunque assista a un concerto di Dylan sa che alla fine, in un modo o nell'altro, ne rimarrà inevitabilmente un po’ tradito. Da sempre, infatti, l’uomo dei Basement Tapes ritiene che stravolgere le sue canzoni da Nobel rappresenti il solo antidoto al loro mito. Onde evitare delusioni, quindi, meglio accantonare ogni speranza di tuffi in quel passato su cui è incardinata la storia. Coscienza ben radicata nei sedicimila che all’Unipol Dome di Milano hanno salutato il suo ritorno in Italia, prima tappa di un cammino atteso pure al Palazzo dello Sport di Roma il 5 novembre e all’Unipol Arena di Bologna il 7. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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