A un anno dal massacro Al Fashir è una città fantasma
A un anno dalla caduta di Al Fashir, nel Darfur settentrionale, la città è descritta come un luogo quasi deserto. Le Forze di supporto rapido, gruppo paramilitare sudanese, l’hanno conquistata dopo mesi di assedio. La presa della città è stata seguita da uccisioni di massa. A dodici mesi di distanza, Al Fashir viene definita una città fantasma.
A un anno dalla caduta di Al Fashir, la città del Darfur Settentrionale conquistata dai paramilitari sudanesi delle Forze di supporto rapido (Rsf) con un bagno di sangue, è cambiato qualcosa? Si è prestata più attenzione al conflitto che dall’aprile 2023 sta devastando uno dei più grandi paesi dell’Africa subsahariana con il rischio di spaccarlo di nuovo? Lo scorso febbraio una missione conoscitiva delle Nazioni Unite in Sudan ha decretato che in quei giorni e, durante il precedente assedio di diciotto mesi, le Rsf avevano fatto ricorso a uccisioni mirate ai danni degli appartenenti ad alcuni gruppi etnici, violenze sessuali su ampia scala e sparizioni forzate. 🔗 Leggi su Internazionale.it

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